Lo splendore dorato del compimento dell'opera - la clorofilla, l'anidride carbonica, l'ossigeno, la linfa, i fiori e i frutti e tutto quanto - infiammarsi di luce, sullo sfondo del cielo terso che sempre saluta novembre, e spiccare il volo.
lunedì 2 novembre 2015
lunedì 26 ottobre 2015
Il problema degli anni
ll problema degli anni è questo: in teoria sei tu che li
percorri, in pratica sono loro che ti attraversano. Sulla carta tu percorri un
cammino: passi i dieci, i venti, i trenta. Ti lasci delle cose alle spalle e
vai incontro ad altre cose. Questo è quello che ti dicono, che ti immagini.
In
realtà invece tu stai fermo. Non vai da nessuna parte. Sono i dieci, i trenta,
i cinquanta, i settanta e perfino i novanta, che ti passano dentro. Lasciano
rughe, ricordi, cartacce. Briciole, impronte di piedi. Profumi e ferite. Cicatrici come scritte sui
muri col temperino. Poi via, lasciando il posto ai successivi, come turisti
frettolosi e sbadati che lasciano una sciarpa nell’armadio, una crema sul
ripiano del bagno. Una scritta sul libro degli ospiti, una caramella sul
cuscino. Quaranta, sessanta, ottanta. Nient’altro che nomi sul registro. Magari non se ne sono neppure andati, magari sono
nascosti in cantina, in soffitta. Si fanno compagnia, fanno gli scherzi ai
nuovi arrivati.
Una cosa è sicura: tu sei sempre lì, hai tutto dentro, tutto insieme.
Non sei andato da nessuna parte.
giovedì 15 ottobre 2015
Abracadabra
Soffio sulle braci della mia bacchetta magica. Come fiammeggiava un tempo, infallibile e crepitante... Incespico, ora, sulla formula magica che pure conosco a menadito, come un'equilibrista che non sa più impedirsi di guardare giù. Mi si è impaurito l'incantesimo, proprio ora che sarebbe ora di fare sul serio, tarlato da dubbio cui non mi sono mai presa la briga di mozzare di netto la testa. Così piccolo e innocuo, mi era parso. Uno sbuffo di segatura ogni tanto, uno stridio lieve, quasi impercettibile se non nel perfetto silenzio. Ed ora nel silenzio soffio piano, trattengo il fiato sulle scintille, e aspetto e ascolto e spero.
giovedì 8 ottobre 2015
Perchè sia dorato
L’autunno va preparato. Una candela, la crema di zucca, accendere
il forno per fare la pizza, la torta, i biscotti. Proprio come a maggio
facciamo lo scrub e il pedicure. C’è da tuffare il viso nella sciarpa, da
annusare la lana, da lucidare gli stivali. Altrimenti è come catapultarsi fuori
di casa appena usciti dal letto, rabbrividendo nel pigiama con il cuore in gola
e gli occhi appannati e una sfilza di improperi sulla punta della lingua
impastata. Vuoi mettere quando esci dopo una bella colazione, vestita come ti
piace e con due gocce di profumo? Ecco anche l’autunno va preparato, vestito e
nutrito, perché sia dorato. giovedì 24 settembre 2015
Ergo
1) Ogni mattina la gente sceglie quale umore indossare e
tenersi addosso tutto il santo giorno
2) La scelta dell’umore avviene assieme a quella dei vestiti
davanti all’armadio
3) Una volta indossato, l’umore ti resta addosso fino
a sera e attraverso di lui passano tutti i pensieri
4) Talvolta, in rari casi, si può scegliere l’umore in
compagnia di qualcuno, ma solo se è una persona molto molto intima
5) Al mattino, una volta scelto l’umore, la possibilità di
cambiarlo c’è ma dura poco
6) Poche cose ci rendono davvero liberi come la scelta
dell’umore nell’armadio alla mattina
(da I pensieri nell'armadio, di Elisa Prati)
Ergo, un armadio ben fornito e un tempo congruo per scegliere sono elementi indispensabili all'equilibrio personale, all'armonia interpersonale e, in ultima analisi - - ammettiamolo - al benessere dell'umanità.
giovedì 10 settembre 2015
A guardare si impara
Le ha dato un bacio precisissimo sulla gota e poi le ha
detto, fra il compunto e il sorridente: era verde.
Ed ora io, questa cosa che i baci abbiano un colore non me
la levo dalla testa. Forse c’è chi li vede e chi no. Come gli ultrasuoni o gli
ultravioletti. Gli ultrabaci, perché no?
A pensarci bene, infatti, quello che ho ricevuto da una certa signora l’altra sera doveva proprio essere beige. Sì: beige, con una punta di acido.
A pensarci bene, infatti, quello che ho ricevuto da una certa signora l’altra sera doveva proprio essere beige. Sì: beige, con una punta di acido.
Quello che ho dato io a quel bambino invece era giallo
travolgente, un fuoco d’artificio che ti acchiappa, una risata che scappa via.
E il Suo, stamattina, era azzurro come un sogno che aleggia,
e profumato, come la camicia fresca appena indossata.
Ecco, ora li vedo anche io, i colori dei baci. A guardare si
impara.
lunedì 31 agosto 2015
La luna nel pozzo
Certe sere il pozzo è pieno di una grande gialla luna. Il secchio dondola come un'altalena. Guardo dentro, guardo bene. Solo luna. Ho le braccia nude e scure, i piedi forti dell'estate, solo bianco cotone addosso. Non è tempo di attingere, non è tempo di pensare. Non serve volare. Basta un tuffo. Un bacio ad occhi chiusi. Sulla luna.
domenica 23 agosto 2015
Sotto l'ala delle Odle
Ci sono le nuvole nere e buchi di azzurro profondissimi,
come cannocchiali puntati verso la felicità. Ci sono asini col pelo lucido di
pioggia e di sole, ci sono le tane segrete delle marmotte, teste marroni fra le
stelle alpine, subito sparite. C’è un cavallo che galoppa, la criniera alta sul
crinale e la coda che spolvera il cielo e c’è il richiamo dell’aquila, da
qualche parte lassù. C’è una malga
baciata dalla luce radente di poco prima che si faccia sera, dopo che è
piovuto e che l’arcobaleno ha accarezzato i prati e sorvolato le mucche. C’è un uomo sulla panca, e un bicchiere di
latte e un grande silenzio e ci siamo noi, brillanti di sorrisi.
mercoledì 5 agosto 2015
Riordino
Le avevano caldamente consigliato di fare ordine periodicamente nei cassetti: pareva fosse oltremodo benefico, per l'equilibrio, l'ordine e la pace interiore.
Si era detta infinite volte che probabilmente era davvero ora. Incalzata di volta in volta dalla necessità di darsi un tono o di far posto a nuove conoscenze, di ricevere degnamente certi ospiti di riguardo... insomma, quante volte ci aveva provato...
Che senso aveva, si diceva, con tutti quei capelli bianchi che ho in testa, tenere ancora occupati tanti cassetti con certe cianfrusaglie. Tutte quelle parole legate da fili di fumo, nessuna consistenza, nessuna utilità. Tutte quelle sensazioni ammassate alla rinfusa, mescolate da chissà quali venti e quanto antichi.
Eppure non riusciva proprio a liberarsene una volta per tutte. L'idea che il bagnasciuga e la penombra fossero cugini, per esempio, o che i pomodori mangiati appena colti avessero un legame di parentela con le lenzuola fresche di bucato in cui ci si infila col pigiama pulito.
No, non andava molto oltre. Chiudeva i cassetti e lasciava stare. L'importante è che se ne stessero quieti, che non osteggiassero il prender posto di altri e più sensati pensieri. Comprerò un mobile nuovo, si diceva. E prima di allontanarsi faceva loro 'ssth'.
giovedì 30 luglio 2015
Al pensier mio s'intona
Al pensier mio s’intona ciò che bene suona.
Ma se viaggio fa rima con coraggio,
come cuore con amore
e le parole con il sole,
c’è pure l’avventura che fa rima con paura
e la strada con la
piada (e pure con la biada),
la bicicletta di vedetta e
l’aeroplano in una mano.
Mostra il volto, stolto:
c’è un mondo, in fondo,
che gira in tondo.
domenica 19 luglio 2015
Amo correre
Amo correre perchè nessuno te lo deve insegnare, perchè non devi portare niente con te, non devi prendere la funivia, prenotare il campo nè niente di tutto questo. Solo infilare le scarpe, che poi volendo non è neppure strettamente necessario.
Amo correre perchè siamo solo io e il tempo quelli che contano. Perchè non c'è niente che ti faccia sentire spremuta e sudata e liberata dai veleni come correre. Perchè non c'è tecnica nè strategia che possano fare davvero la differenza: checchè ne dicano gli esperti, per me c'è solo da spingere e crederci.
Amo correre perchè è quello che ti fa prendere l'ultimo treno, anche se quando hai guardato l'orologio ti sei detta aiuto devo scappare però quella persona lì la dovevi proprio salutare o quel libro lì lo dovevi proprio comprare. E se il treno lo perdi lo stesso sei talmente senza fiato che non ne hai più per recriminare.
Amo correre perchè sono nata sulla terra, perchè sono cresciuta con il pronti attenti via e perchè ho sempre qualcuno a cui correre incontro. E qualcosa da cui darmela a gambe.
lunedì 13 luglio 2015
... e basta
A volte il mondo è piccolissimo e batte molto forte. Mi osservo le ciglia le fremere.
E basta.
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