sabato 23 febbraio 2019

Ho bisogno che la penna mi riacchiappi

Ho bisogno che la penna mi riacchiappi. Come la una mano adulta che afferra il filo di un palloncino bambino. Come il rumore dell'otturatore della mia vecchia Minolta acchiappava la luce cangiante dei miei tramonti del cuore.
Ho bisogno di tuffarmi nelle parole e non respirare. Sentire sotto la pancia il fondo sabbioso, le orme dei granchi, le ali delle sogliole, le conchiglie levigate.
Ho bisogno di tenere la penna nelle mani e tendere le orecchie, fare silenzio, restare, assorta, per sentirle arrivare. Le parole.

sabato 22 dicembre 2018

Un brindisi

Un brindisi a chi arriva, con la pelle fresca fresca e gli occhi ancora stropicciati dal volo della cicogna.
Un brindisi a chi combatte, alla forza delle cicatrici e a quella dell'essere accanto.
Un brindisi alla risata di una barzelletta incespicata, al calore del riconoscere in quella risata un'impronta digitale, del riconoscersi fratelli, intorno a un tavolo imbandito dalla fantasia balzana della vita*.
Un brindisi a chi fratello lo è da poche ore, all'emozione con cui tiene fra le braccia questo solenne diventare
Un brindisi a tutti questi giorni che brillano sui nostri alberi di Natale, alle fatiche e all'amore, alla famiglia che siamo.
E un brindisi a chi è andato eppure resta, prodigo di angeli e di coraggio.

(* questa l'ho rubata, se l'autrice dovesse passare di qui sappia che pagherò i diritti...) 

mercoledì 12 dicembre 2018

Cara Santa Lucia

Cara Santa Lucia, come è difficile scriverti quest'anno e come sento che fa bene sfiorare la tastiera e lasciar correre il pensiero al cielo.

Sì Asino bello, anche tu corri, lassù, in questa notte lunga lunga, e quaggiù  fra tutti questi bimbi buoni (e meno buoni, e meno bimbi).

Fa bene pensare alle parole da scriverti pian piano, come i riccioli di glassa dolce che proviamo a ricamare su queste stelle di pasta frolla. Rubando i puntini dalle i e le gocce di cioccolato. Le mie mani ruvide e un paio di piccole solerti mani ballerine.

No Santa Lucia cara, buona non sono stata neanche quest'anno. No Asino, paziente neppure. Eppure non demordo. E voi neppure. Perciò vi aspetto, anche stanotte, coi miei biscotti pasticciati, con la bocca dolce di grazie e di stelle, con le scarpette lucidate, con i piedi pronti. Con la finestra illuminata.

venerdì 16 novembre 2018

Benedetti i giorni che partono col piede sbagliato

Certi giorni partono col piede sbagliato, con gli occhi gonfi, con il mal di pancia. Nascono con l'eredità di qualche fatica da cui il cuscino non ci ha sollevato e ce la ritroviamo lì a rendere un po' insipido e un po' inutile quel caffè doppio con cui cerchiamo di ripartire. 
In questi giorni mi affaccio al mondo sentendomi sottile sottile, pronta sbriciolarmi come una foglia secca. Mi sento i piedi incerti e la strada un po' inutile. Fangosa e sterile. 
Poi capita qualcosa che mi fa sentire una zia orgogliosa e una sorella partecipe. Dopo un po' qualcosa che mi fa sentire una moglie amata e poi qualcosa che mi fa sentire una collega apprezzata. 
Piccole cose. Cose cui forse se fossi partita col piede giusto avrei dedicato solo un rapido luminoso sorriso e poi presto sarebbero state assorbite dal mio passo svelto. Come un buon panino in piedi al bar. 
E invece oggi - sottile e pronta a sbriciolarmi come sono - mi continuano a crepitare e scintillare da qualche parte nella testa e nel cuore. Torno a sorseggiarle come una tazza fonda di tè buono.
E allora penso benedetti i giorni che partono col piede sbagliato e benedette le strade fangose, se diventano arcate in cui certe meravigliose piccole cose non smettono mai di risuonare. 

martedì 11 settembre 2018

Dieci Settembre

Chissà quante e quali altre straordinarie complessità, in forme forse addirittura impossibili da immaginare per noi, esistono negli spazi del cosmo... C'è così tanto spazio lassù, è puerile pensare che in quest'angolo periferico di una galassia delle più banali ci sia qualcosa di speciale. La vita sulla Terra non è che un assaggio di cosa può succedere nell'universo. La nostra anima non ne è che un altro.
(...)
Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato

Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica

lunedì 23 luglio 2018

Soltanto bella

Lo sapevi che sarei stata sincera, che con le parole tutto sommato me la cavo ma i miei occhi sono bastardi traditori.
Come una gazzella all'erta, sei arrivata prima con gli occhi che con tutto il resto.  Forse per essere sicura di scorgere le tracce dello sgomento, qualora fosse passato di lì.
Ma di sgomento non c'era l'ombra: c'era un sapore buono di cannoncini e caffè. Il gusto di tutti quei passi alla volta.

La tua testa nuda è soltanto bella. E guardarla è un privilegio.

giovedì 5 luglio 2018

Richiamate da quel sorriso nonostante

Tornano, le parole. Si erano viste nello specchio, consunte, opache, inutili. Libellule stagnanti. Affaticate  dalla pochezza del loro volo. Eppure tornano, richiamate da un angolo di azzurro, da quel sorriso nonostante. Tornano a sussurrare un abbraccio, a racchiudere un grazie in un aeroplanino per lanciarlo forte, oltre questo prezioso qui e adesso, per quelli che saremo, per quando lo afferreremo domani, sorridendo ancora e ancora.