lunedì 7 maggio 2018

Quel fuoco cui saremo sempre intorno

Sono rimasta sulle scale. La chiesa stracolma, il cuore gonfio. L'Ave Maria che si sgranava, restituita vibrante dalla volta rotonda. 
Ho riconosciuto tutte le voci, ad una ad una. Molti non li vedevo da anni, di qualcuno probabilmente avrei stentato a riconoscere il viso, ma le voci arrivavano nitide, inconfondibili. Nel metallo del microfono, nelle sillabe forti e chiare delle sacre scritture, nell'abbraccio caldo dell'amen, sopra gli accordi delle chitarre, intrecciate nella seconda voce che sale. Inconfondibili carezze, pulsare di radici.
Resto anche oggi sulle scale e penso agli orizzonti lontani che ci hanno chiamato e ci chiameranno, ognuno le sue vette, ognuno le sue fatiche e quel fuoco cui sempre saremo intorno, in cerchio, a guardar salire le scintille e a guardare nascere le stelle. Insieme. 

sabato 31 marzo 2018

Mercoledì 28 marzo, sul binario numero 4

Sul binario numero 4 stamattina c'era un bambino. Il binario della stazione dell'Alta Velocità, quella nuova con le porte automatiche, le scale grandi e il tetto bianco con le onde. Questo bambino aveva il cappellino blu con la visiera e un piumino verde come la primavera, lo zainetto di Peppa Pig calzato bello dritto sulle spalle, un po' consumato come tutti gli zainetti molto amati. Teneva forte la mano del suo papà e camminava girando la testa da tutte le parti per non perdersi nulla di quell'avventura - che iniziava così, dal binario numero 4. O forse era iniziata con la sveglia prima del sole e i vestiti preparati sulla seggiola la sera prima, che domani si va a Roma, col treno ad alta velocità.
Ed io che questa mattina sul binario 4 aspettavo composta,  con la borsa da lavoro un po' consumata come tutte le borse molto amate e le chiavi della macchina ancora in mano, io che invece del cellulare guardavo lui, io ancora mi sento così, precisa uguale.
Forse è per questo che lui, passando, con la mano libera mi ha salutato.

lunedì 5 marzo 2018

Grazie, Damigella

Ciao Damigella, è stato bello vederti nascere - quella scintilla, quella che adesso è solo un crepitare fra i rametti secchi ma già lo sai che sarà un fuoco ardente e caldo - nel profumo della colla e della carta ritagliata, annodando nastri di bomboniere e idee alla rinfusa, nutrendomi dei tuoi consigli nelle affannate pause pranzo cariche di pacchetti e della tua complicità nel fare amicizia con vestito da sposa più corto del west.
Ciao Damigella, è stato bello vederti crescere. Spalancare gli occhi e fare ohh guardandoti dar forma ai sogni, affidarmi ai tuoi piccoli tocchi perfetti ogni volta che ho avuto bisogno di far brillare un momento, o un pensiero. E' stato bello vederti stretto addosso il vestito da damigella, vedere volare via la gonna a ruota - che tanto ho amato - e vederti correre, gambe forti e libere, come le tue idee.
Grazie Damigella, ciao ciao!


giovedì 25 gennaio 2018

La mia antica solida strada maestra

Stamattina guardandomi allo specchio mi sono scoperta una ruga nuova. Bella fonda. Mentre la esaminavo, piena di disappunto, qualcuno è passato in corridoio dicendomi una cosa buffa e io ho sorriso. Allora mi sono accorta che questa ruga nuova è proprio lì, dove parte il sorriso. Un poco sotto l'occhio destro - perchè ora so che il mio sorriso inizia un istante prima a destra che a sinistra. Allora l'ho amata, questa ruga nuova, così fonda e antica, così mia. Questo sentiero che hanno percorso tutte le mie tante piccole gioie e grandi felicità, tutte le mie tante esplosioni di allegria, le mie soddisfazioni, i miei benvenuto, i miei abbracci da lontano, i miei grazie senza parole. La mia ruga nuova, la mia antica solida strada maestra.
Quindi oggi, questa ruga, io la dedico a chi soffia candeline - candeline che per contarle basta una mano - e al suo viso liscio e morbido. A chi di sorrisi me ne ha fatto fare così tanti che per contarli non bastano neanche lontanamente tutte le nostre mani insieme e neppure i piedi. E gli auguro che in quel punto lì, dove parte il suo sorriso, cresca una ruga meravigliosa, profonda. Inequivocabile e sicura. Buon compleanno. 

domenica 24 dicembre 2017

Buon Natale, a tutti

Avevamo un prenatale con un albero segreto, custodito in una stanza magica da una zia magica fino a notte fonda. E poi, più tardi, avevamo un giardino di alberi illuminati a festa che guidavano il cammino nella nebbia e nella neve e un panettone gigantesco e ogni anno un faccino nuovo. Avevamo il pianoforte lucido e nero e le scarpe di vernice e il silenzio profumato di pasta al forno prima di attaccare il primo accordo. Avevamo lo sgabuzzino di Babbo Natale che per una notte diventava immenso, avevamo la mezzanotte e una poesia che rintocca, la colazione con le briciole del pandoro, le grandi manovre e i cappelletti (anolini!) da rubare, chiusi nel ripostiglio a riposare. Non li avremo più e li saremo sempre e ancora li avranno, e li saranno ancora. Buon Natale, a tutti. 

martedì 12 dicembre 2017

Cara Santa Lucia

Cara Santa Lucia,
abbiamo un problema. Anche quest'anno non sono stata punto buona. Non che sia stata coi piedi per aria, questo no - e mi son testimoni queste scarpacce scalcagnate.... va bè, okey non sono scalcagnate è che se c'è una scusa per comprarsi un paio di scarpe, sai com'è ... e tu asino non fare quel musino d'angelo che anche tu hai i tuoi vizietti!
Comunque, non che sia stata coi piedi per aria, ma c'è questa superbia che insomma... Perchè vedi, Santa Lucia cara, a star a guardare il mondo dalla finestra è facile pensare che si potrebbe far meglio, e quando invece sei tu in campo a trafficare è facile altrettanto dirsi che se la ciambella non riesce col buco è colpa di tutti quegli intoppi e inganni che la sorte ti riserva.
No asino, non c'è nessuna ciambella, è una metafora, hai capito?
Ah scusa, avevi capito? Ci sei andato anche tu a scuola? Ma va'.... No no scusa asinello scherzavo, è che ti pensavo sempre dietro la lavagna... ah, dietro la lavagna la lezione di sente benissimo? Beh si ci credo con quelle belle orecchie lunghe... Va bè, andiamo avanti eh?!
Comunque, con la suberbia, cammina cammina, ma passi avanti pochi e a ben vedere non è che con la gola e con l'accidia e via discorrendo sia andata molto meglio.
No Asino, non ci entro nei particolari, che questa è una letterina, mica l'esame di coscienza (si si dopo ti racconto, col bicchiere della staffa )
Quel che volevo dire, comunque, è che non sono stata punto buona ma avrei dei desideri. (E va bè, Asino io ci provo...)
Ecco io vorrei ... una bella nuvola di farina bianca e leggera, come la neve che mi piace tanto, e qualche uovo giallo, nato ben dopo le galline, in un bel pollaio di vivace chiacchiericcio, e zucchero croccante, come piedi nudi sulle scale, di notte, e un cucchiaio di legno col manico storto e levigato da tante mescolate gioiose e furibonde. E con questi doni io ci vorrei fare una ciambella senza buco ed esserne felice.
Venite ad assaggiarla stanotte? Sarà una notte lunga e voi sarete stanchi, che io lo so che un po' brontolando un po' ridendo arrivereste fino... fino.. a San Martino Sinzano, pur di fare arrivare la magia a chiudere gli occhi con un bacio alla superbia & c.

sabato 2 dicembre 2017

Effetti collaterali

- Toc Toc  -
- Chi è? -
- Sono ... coff coff ....  Cappuccetto Rosso -
- Eh?! Chi è??! -
- Sono Cappuccetto Rosso ... eeetci -
- Ma che voce roca che hai ...  -
- E' per spaventarti .. coff...  meglio ... -
- Ah bè, entra dai - (aprendo la porta)
...
- Ohhh ma che occhi rossi che hai ... -
- Eh  ... cofff ... per guardarti fin dentro a quella testa vuota ... coff coff ...
- Uhhh che brutta tosse ... -
- Oh Lupo, andiamo avanti ancora molto? Ho un raffreddore della miseria, lo vuoi capire o no?! -
- Siamo un po' permalosetti eh? Sei venuta a cercar guai? .. entra entra... - (sfregandosi le mani)
- Sto sulla porta grazie. Etciu. Senti ho bisogno di un favore, c'è la mia nonna che aspetta le frittelle...-
-Prendile su Amazon no? Amazon Prime consegna in un giorno, pagamento paypal...-
-Mi prendi in giro? Ti pare che a mia nonna vadano bene le frittelle di Amazon? Già se la mamma non usa le uova bio e non mescola dieci volte a destra tre a sinistra e fa la giravolta....-
-Eh lo so, è esigente lei col mangime....yum... è per quello che è così buona...- (sognante)
-Lupo!!! Cofff coff-
-Ma no, cosa hai capito? Buona d'animo dicevo, una cara vecchina dal cuore d'oro...E comunque non ti agitare che ti viene la tosse.-
-Ecco appunto io non ce la faccio ad arrivare fin là, ho le ossa rotte i brividi...-
-Oh, povera cara...- (furbescamente) - entra entra a riposare e dammi quel cestino che ci pensa il tuo caro lupino...-
-No no Lupo,io chiedevo se potevi mandare uno di quei tuoi sette amici laboriosi e piccolini, o quel gatto tanto veloce, o...-
Ma il Lupo era già corso via, cestino al braccio e gambe in spalle.
-Oh...cielo...cos'ho combinato....coff coff ...me tapina, non ne faccio una giusta... cofff ... Aiuto che stanchezza, che mal di testa, non mi reggono più le gambe...Ecco, mi corichero' qui un momento a riposare e poi...yawn... però che letto comodo questo Lupo...-
.....
.....
-Toc toc-
-Chi è?-
- Sono la Nonna. Vieni subito fuori o entro io. Dove è finita Cappuccetto Rosso?! l'aspetto da ore e sicuramente tu....-
-Nonnina, sono io...coff coff.. Cappuccetto Rosso-
-Seee, con quella voce...chi credi di fregare? Non sono mica rimbambita sai?! Screanzato!-
Ed entra.
-Nonna...coooffff..coff... sono io non vedi?!-
-Con quegli occhiacci rossi? In confronto il cappuccio è rosa cipria.... Ora prendo un bel coltello e ...zac...-
-Luuupoooo aiutooo...coff coff....torna indietro....-
(continua.forse)