domenica 22 marzo 2015

Locanda alla Mano, Forlimpopoli - parte 1 ovvero, una parentesi

Non scrivo mai dei posti e delle cose, ma questa volta mi è necessario. 
La Locanda alla Mano è a Forlimpopoli, e su questo bisogna aprire una parentesi. Bisogna dire che Forlimpopoli ha una piccola stazione con due binari e alla mattina ci sono i nonni coi nipotini sulla canna della bicicletta che salutano i treni e sanno tutti gli orari e i ritardi e il numero delle carrozze. Non sbagliano un colpo. Al pomeriggio i nonni, a Forlimpopoli vanno a prendere il caffè in piazza, di fronte alla Rocca. C'è un esercizio commerciale di qualsiasi tipo, a Forlimpopoli, che si chiama La Rocca. Immobiliare La Rocca, Caffè La Rocca e così via. Dentro alla Rocca, quella vera, fanno il cinema e gli spettacoli, e nel fossato hanno messo i giochi per i bimbi e due panchine.  L'altra cosa che c'è a Forlimpopoli è l'Artusi. C'è la Casa Artusi, con il ristorante e la biblioteca e i corsi di cucina e c'è lo shopping di Artusi, con tutti i negozi belli col logo e il tendone bordeaux e il festival artusiano che è anche la festa dell'inizio dell'estate con i gruppi che suonano e le ricette numerate del libro dei libri di cucina servite per le strade. Poi ci sono i vicoli dove puoi trovare la merceria che vende davvero i bottoni e le fettucce e l'elastico bianco per i pantaloni del pigiama e il ferramenta che ormai avete già capito. C'è anche il parco, col percorso benessere e la palestra, due farmacie una di fronte all'altra che secondo me sono due cugini che hanno litigato, la piscina e il ristorante della tradizione: alla domenica a pranzo vengono le famiglie da Forlì e da Cesena a mangiare i passatelli migliori della zona da quattro generazioni.  
In sintesi, per intenderci, a Forlimpopoli nel giro di cinque vie e mezzo c'è tutto quello che c'è in una Città. Comprese, dimenticavo, la pasticceria dei miei sogni, una libreria piccola come il mio salotto dove puoi trovare qualsiasi cosa compresa la libraia che conosce i libri e il ricovero degli anziani accanto alla camera mortuaria, che ancora non so decidermi se è un colpo di genio o un'atrocità. In sintesi, per intenderci, non è un caso se quando lo dici - Forlimpopoli -  inevitabilmente nel cervello si accende anche Paperopoli. 

5 commenti:

  1. In fondo l'Italia è un paese di Forlimpopoli, come di Mondovì o di Scalenghe, di treni, bar-della-posta e nonni. Una realtà piccola, rassicurante, qualche volta opprimente. Preferisco le grandi città, dove ci si può nascondere, osservare senza essere osservati, ma continuo a subire il fascino di luoghi nei quali "buongiorno vuol dire ancora buongiorno".

    Ciao Prish.
    P.

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    1. Considero una grande fortuna avere l'occasione di passare tanto spesso dalla metropoli alla paperopoli e viceversa ;-)

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  2. In effetti alternare le dimensioni (o scappare un po' da una e un po' dall'altra) non è male...forse è la migliore delle strade per toccare polsi di umanità differente.
    No?!
    Ciao Prish

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    1. sì! e anche per far suonare differenti corde della nostra 'umanità' No?!
      ;-)

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