lunedì 29 giugno 2015

Le era tornato in mente

Nonostante l'aria e la luce e i buoni propositi ad un certo punto Liliana aveva afflosciato le foglie. Giù come le orecchie di un cucciolo abbandonato. Giù come le spalle di chi non ce la fa più. 
Lei aveva subito cercato un rimedio. Più acqua, meno acqua, parassiti o marciume radicale, rinvasa concima, pota. Niente da fare. Le altre orchidee tutte bellissime, lei deperiva. 
Lei si era detta che non le restava che un ultimo tentativo. Il più difficile. Lasciarla in pace. Smise di spiare ogni giorno i cambiamenti, di sospirarle addosso la preoccupazione. Si occupò del terrazzo e delle ortensie e con quello sguardo lungo di chi dice 'mi raccomando' passò il testimone al tempo. 
Non resta che dire che una mattina, ad un certo punto, era spuntata una foglia nuova e il bottoncino di una radice. Nuova. Diversa. 
Lei aveva ascoltato la piccola felicità che germogliava e a quel punto le era finalmente tornato in mente che glielo avevano detto, tanto tempo fa, che non puoi far crescere l'erba tirandola. 
  


4 commenti:

  1. non conoscevo questo proverbio, tu ci hai costruito attorno una storia delicata e piacevole.
    ml

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    1. grazie! è un proverbio molto saggio, a mio avviso... ma chissà come mai, tendo a dimenticarlo!! ehm.... ;-)

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  2. È vero per le piante come per le persone. Il ciclo vitale segue un tempo non cronologico, in cui tutto avviene con un ritmo naturale diverso per ognuno. Inutile forzare le fasi di accrescimento (esteriore ed interiore), si può soltanto assecondare ciò che è in potenza affinché si sviluppi bene e in modo rigoglioso. E, almeno ogni tanto, allontanare lo sguardo e placare le troppe aspettative.

    Mi è piaciuto tanto questo post, Prish... :)

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    1. Difficile però, eh?!!!
      Grazie Pim, un abbraccio.

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