domenica 1 aprile 2012

Brevemente

Leggo i giornali, twitter, qualche blog.  Ascolto la radio e la tv,  le chiacchiere del persone sul treno, alla cassa del supermercato, durante qualche cena fra amici. Si parla del governo e delle misure e della crisi.
Mi capita continuamente  di ripensare a quando, durante la riabilitazione del ginocchio, imploravo singhiozzante il mio fisioterapista di smetterla, di togliere le mani dalla mia gamba, e poi, nella pause fra una manipolazione e l’altra,  fra le lacrime gli dicevo ‘tu non ascoltarmi, fai quello che devi fare’.
Chissà come mai.

7 commenti:

  1. Se potessi scegliere quale può guarire megio ... preferirei il tuo ginocchio.

    Chissà come mai.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. se il nostro paese guarisse come il mio ginocchio direi che ci sarebbe da esser contenti!

      Elimina
  2. Un fazzoletto per le lacrime. Stai meglio?

    Ciao Prish

    PuntoG

    RispondiElimina
    Risposte
    1. molto, molto, molto meglio cara .G
      :-)

      Elimina
  3. "Non fa male! Non fa male!", sbraitava Rocky (1,2,3,4... non so più quale) per non sentire il dolore. Invece fa male, eccome, riconoscerlo e imparare a tollerarlo può essere un modo per costruirgli intorno un significato. Non so se la metafora regge anche quando si entra nel campo dell'economia o della politica, temo che molte categorie sociali opporrebbero ragioni valide. Speriamo almeno che tanti disagi, sia pure poco equamente distribuiti, servano veramente a qualcosa.

    Ciao Prish, buona giornata.
    Pim

    RispondiElimina
  4. avevo lasciato un commento ma non è passato.
    Il contenuto del commento era: sei ottimista.
    A me non sembrano medici. Mi sembrano allevatori , che cercano di trarre quanto posssono dal bestiame per far felici i loro padroni. Ma più di tanto, non si può spremere.

    RispondiElimina
  5. Cari Pim e Biz, il mio post era un po' criptico, ma non intendevo focalizzare più di tanto l'attenzione sulla parte della metafora legata al 'medico'/'allevatore' quanto sull'altra parte, quella di chi ha bisogno di credere che il dolore servirà ma anche di lamentarsene con strepiti. Senza dire davvero 'basta' ma anche senza mandar giù la medicina senza tante storie.
    In altri termini, non intendevo, in questa sede, discutere della validità di una posizione o dell'altra, ma semplicemente rilevare che mi sembra che moltissime persone oscillino dall'una all'altra. E lo trovo parecchio tipico del genere umano!

    un saluto e buona serata
    Prish

    RispondiElimina