lunedì 1 giugno 2009

Al chilometro 13

C’è una valle di boschi verdi e funghi ed in fondo un monte, che quando ha la cima incappucciata di nubi è sicuro che domani piove. Ci sono poche case, sparse, ogni tre case è una frazione, con il suo nome. Case Mutti, La Tosca. Nomi così. Ogni tre o quattro case, divise fra loro da un paio di curve o da un ciuffo di acacie. Molte case disabitate. Tetti sconnessi e vecchie stalle. Qualche volta un giardino, che veniamo su d’estate e qualche volta la domenica. Ma ci sono anche le case nuove di chi quando si è sposato si è fatto la bifamiliare con il cognato e nel giardino davanti ha messo l’altalena e appoggiata alla porta c’è  la mountain bike del grande. Sempre nei piedi. Riccardoooo. E ci sono le case che davanti alla porta hanno la siepe di rose che ha piantato la nonna Peppina, che era la moglie del nonno Tonino, che è andato in America e non è più tornato. Ci sono sempre le chiavi sulla porta di casa, e quando si passa si saluta e si chiede come sta la Giovanna e c'è da accettare o da rifiutare un caffè. Perché dietro ad ogni porta c’è un viso, e un grembiule, c’è qualcuno che ti ha vista da piccola e ha detto almeno una volta “come è magra”.


Al chilometro 13 c’è un orto, una piccola corte e una casa di sassi. Ogni sasso è un ricordo: una giornata di pioggia passata a decorare i vasetti della marmellata, una carezza su quel viso fotografato in bianco e nero sulla mensola del camino, un nodo di rabbia e di voglia di scappare in città. Altrove. Ma ogni sasso è un ricordo, un pezzo di pane cotto nel forno davanti alla legnaia, un sorso di caffelatte la mattina che c’è ancora buio e sbrigati che la corriera non aspetta. Ogni sasso. Per questo davanti alla porta della cucina c’è un pergolato nuovo nuovo e vasi di gerani parigini sul muretto e dalla finestra profumo di sugo di funghi, che arrivano amici per pranzo.

7 commenti:

  1. E' bello pensare ad una lunga valle, tra boschi e monti, disseminata, tra le curve del sentiero, di capanne, orti, giardini, cespugli, grandi e piccole piante, a volte profumate e fiorite, a volte contorte e piene di spine.

    Sono i tanti passi della nostra vita, ci ricordano l'azzurro del cielo, lo splendore del sole, il brillare della luna e delle stelle ed anche il buio e il fragore del temporale, il grigio nebbioso della tristezza.

    Alla fine del sentiero c'è una grande casa, mai finita, costruita con tutte le pietre del nostro cammino, con le finestre aperte verso i nostri ricordi e i nostri sogni, coperta e protetta dal tetto dell'amore che abbiamo ricevuto e di quello che abbiamo dato, abbellita dai fiori delle nostre speranze e aspettative, da coltivare con costanza e fiducia.

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  2. Passata apposta per leggerti, annusato il profumo dei funghi, e tutto il resto


    ciao, sara

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  3. Ciao Sara, niente male il ragù ai funghi!

    Grazie ad entrambi della visita,

    Prish

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  4. Eh, sì, a volte, leggendoti, viene il sospetto che il mondo stia lì per essere de-scritto.

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  5. Bè... grazie.... magari è lì per essere annusato! :-)

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  6. Come sempre, praticamente poesia!

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  7. ehm... decisamente arrossita!

    grazie Biz

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