mercoledì 2 giugno 2021

Davvero, è proprio così

 Mi sono fermata davanti al cancello chiuso. Ho spento il motore, aperto i finestrini. Non avevo le chiavi. Volevo sapere cosa si prova ad arrivare qui e non poter entrare.

Ho percorso con gli occhi il viale, sotto l'ombra mossa delle piante. Nel silenzio pieno di suoni di una carraia in collina. 

Sono arrivati, ed erano tantissimi.

I ricordi. 

C'erano quelli consueti, comodi come i jeans del cuore, quelli che mi chiacchierano continuamente in testa, che popolano il mio cuscino e le mie fioriere sul terrazzo, quelli che annodo coi lacci delle scarpe ogni mattina.  C'erano quelli più timidi, che appaiono ogni tanto e sono come stupiti, affascinati, pronti a dileguarsi. Come caprioli sorpresi dall'aprirsi delle persiane. 

E c'erano anche quelli che non sapevo di avere. Come bulbi sotterrati tanto tanto tempo fa che ad un certo punto fioriscono, e lo fanno proprio certe mattine.

Si sono affollati, mescolati e vocianti. Un abbraccio. 

Appoggiato al cancello, che mi guardava sornione, c'era anche lui. Quello di una poesia scritta da ragazzina, sul quaderno nocciola di Sarah Key. La avevo anche battuta a macchina, in un pomeriggio afoso, nascosta nel fresco silenzioso della taverna. Alcune lettere erano venute un po' sopra la riga e alcune altre le avevo corrette col bianchetto. 

Ogni verso iniziava con C'era una volta e la poesia terminava cosi: 

...perché le cose che C'erano una volta ci saranno per sempre.


Ecco, ora lo posso dire, a quella ragazzina con le gambe secche e i capelli esplosi, che davvero, davvero, è proprio così. 

domenica 9 maggio 2021

Dodici

Sarà perchè dodici sono le ore sul quadrante dell'orologio e i fogli sul calendario.  

Sarà perché dodici sono gli apostoli, i segni zodiacali, le costole, le righe della tavola pitagorica in fondo al quaderno e le fatiche di Ercole.

Sarà perché dodici puoi dividerlo per due e puoi dividerlo per tre (e me lo avevi detto, in quella notte buia, che tre gambe in due sarebbero state abbastanza ). Puoi dividerlo per quattro (come il numero sul nostro cancello e il nostro passo avanti) e puoi dividerlo per sei (e come dice Charlie Brown, il doppio di sei è siamo) 

Sarà per questo o perché questo 9 maggio ha un cielo particolarmente blu, fatto sta che per me dodici è una cifra tonda.

E poiché sono trascorsi dodici anni da quel morso al cigno sulla torta e dall'abito da sposa più corto del west, io questa cifra tonda la voglio festeggiare un po' anche qua e voglio scriverlo su questo aeroplanino che in questo nostro anniversario tondo, io mi sento proprio a mezzogiorno, con le ombre piccolissime e le rughe bene in vista.

E che a questo nostro mezzogiorno, io ancora dico Sì.


domenica 4 aprile 2021

"I monti sono maestri muti..."

 Lo cerco ogni mattina, il gigante addormentato. La montagna incorniciata dalla mia finestra di pianura. Oltre il grande parcheggio, oltre il centro commerciale, oltre la tangenziale. 

Il motivo per cui a questa casa, nonostante tutto, ho detto sì.

Coi capelli arruffati, il pigiama stropicciato, nelle orecchie il fastidio della sveglia o le campane della domenica, la pigrizia trascinata nelle ciabatte e il desiderio di caffè sulla punta della lingua....apro la finestra, faccio un respiro lungo e lo cerco.

A volte è lì, disegnato nitido nel cielo liscio, come un lampo di genio.  

Altre volte potresti scambiarlo per una nuvola, per un desiderio vagheggiato, per un pensiero ozioso. Ma se guardi bene è lui, sornione, solenne, immobile e antico. 

Altre volte potresti pensare che non c'è. Assorbito dalla nebbia, dalla foschia dei pensieri bolsi di tanti giorni da criceto sulla ruota. Invece tu lo sai che è lì, proprio lì.

Lo cerco ogni mattina, il gigante addormentato. che addormentato secondo me non è, perché qualche mattina mi sembra proprio che svelto svelto tiri su la testa e mi faccia l'occhiolino.

venerdì 1 gennaio 2021

Ho anche capito, quest'anno

Ho anche capito, quest'anno, che Buon Anno non è uno speriamo che. 

È un'esortazione. 

Parafrasando un proverbio caro: qualunque anno sia, tu rendilo buono.

Che non vuol dire addomesticalo, che ci vorrebbe un bel becco di ferro, vuol dire avere a disposizione una buona scorta di zabaione e panna montata per dare senso e sapore alle crepe di una meringata incidentata. 

Ho anche capito che dire Buon Anno a qualcuno dovrebbe essere un impegno, dovrebbe voler dire: se avrai finito la panna montata conta su di me.

Allora prima di scriverlo ho controllato bene in frigo. E ora lo scrivo: Buon Anno.

venerdì 25 dicembre 2020

Di qualunque dimensione sia la pentola del brodo

Arriva,  il Natale. Anche se appendere i palloncini quest'anno è stato un atto di volontà e mentre facevi il presepe pensavi che magari quest'anno i Re Magi si organizzano con Zoom (e chissà che non sia la volta che arrivano puntuali)... lui arriva. 

Nella magia di un garage che ha fatto posto alla slitta di quel signore e a un via vai di renne e nipotini, nella piccola solennità della mia rosa bianca, nel profumo di queste paste al forno sfornate all'unisono, nei rintocco dei ricordi lontani e vicini, cuciti da giovani video maker e dalle ricette tramandate ...lui arriva.

Arriva, il Natale. Anche se tocca agli occhi portare i sorrisi e agli smartphone portare le risate dei nipotini.

È qui, in questa letterina che anche quest'anno è arrivata, nella salsa al prezzemolo che ha bussato inaspettata alla mia porta, in questo bacio con le pantofole che ha saputo accendere tutte e quattro le candele dell'avvento.

Ho capito davvero, quest'anno, che il Natale arriva. Tu gli fai posto, come qualcuno ha fatto in quel garage. 

Ho capito davvero, quest'anno, che il Natale si celebra, non si festeggia. E quanto sia un onore.

Buon Natale, di qualunque dimensione sia la pentola del brodo.

sabato 12 dicembre 2020

Cara Santa Lucia

Cara Santa Lucia, Asinello bello,

Ehm, ma un po' di rispetto tu no eh?! 

Altro che rispetto Asino caro, avrei una voglia di infilare il muso nella tua criniera e stare lì stretta  stretta ...

Muso? Ma non sarei io l'asino?

Mah, insomma anche io non è che poi... Ma lasciam stare su, che non era questo che volevo dire. Ecco, appunto... cosa volevo dire...? Ah sì, ricominciamo.

Cara Santa Lucia, Asinello bello,eccomi qui anche quest'anno a lucidare... le ciabatte!  Ah ragazzi, certo che se penso agli anni scorsi  che si lucidavan le scarpette della festa o gli scarponi da montagna ... o anche quelle belle stringate che col tailleur stavano un incanto .... e invece quest'anno non abbiam da lucidare che le ciabatte!!

Eppure ne abbiam fatta di strada, con queste ciabatte fidate, avanti e indietro sul solito impiantito. 

So di qualcuno che ha contato i passi, ogni giorno, dalla camera alla cucina, doppio tornante nel corridoio e curva a gomito davanti al salotto. E ne ha fatta di strada.

E so di qualcuno che sotto la scrivania, busto ben fermo e sguardo alla telecamera, ha percorso le sette leghe andata e ritorno.

E so anche di qualcuno che sarebbe stato ben felice di allargare soffici i piedi nelle ciabatte, e invece ha infilato ogni giorno le scarpe, il coraggio e la mascherina ed è andato a compiere un dovere, a portare un aiuto, ad alzare una serranda, a infilare l'ennesimo vetrino sotto un microscopio.

Ne abbiam fatta di strada, in tutto questo star fermi.

Quindi oggi Asino mio, Santa Lucia cara io  lucido fiera le mie ciabatte, con lo sguardo al cielo. E mentre lucido, e mentre accarezzo piano le mie stelle, anche quest'anno mi chiedo: son stata buona?

Eh no, mica tanto. Lo sentivo dire un po' dappertutto, che questo virus ci avrebbe reso migliori ma, parlo per me, sia chiaro, non è che  mi sia spuntata l'aureola così, per contagio... Ecco forse qualche pensiero in più  l'ho fatto, il buon proposito di essere più attenta, di coltivare le verdure e la pazienza, di tenere il cielo e i pavimenti  più  puliti  ...va beh Asino, hai ragione mica tanta roba, un sacco di quei se e di quei ma e sotto sotto la solita Prishilla.

Quindi niente, anche quest'anno così diverso e strano io son qui a scrivervi e a guardare il cielo, impastando pensieri, burro e farina e una pioggia di grazie per luce che portate, in questa notte lunga e sul mio esame di coscienza. 

Quindi niente, buona non sono stata, però vorrei vorrei ....ecco più di tutto io vorrei che in questo schermo si potesse, fra una faccetta e un vocale, infilare il profumo dei biscotti e le mie braccia, per abbracciarvi forte e chiaro...sì anche te Santa Lucia, che lo so che sei una Santa e sono molto irriverente, ma io te lo vorrei proprio dare, un lungo abbraccio strattolino.

Copritevi bene, siate prudenti. Verranno tempi migliori.


martedì 10 novembre 2020

Fanno lunghi giri

 Fanno lunghi giri, a volte, i tesori. Restano sepolti sotto la sabbia, nei loro forzieri arrugginiti. Covati dal sole e dalle intemperie. Lambiti dalle onde. Vengono trafugati, camuffati, imbarcati nelle stive di certe grandi navi. Rovesciati dalle tempeste. Spettinati, divisi, contesi. Percorrono scale e soffitte,  nascosti nei bauli ignari, dirottati dalle coincidenze, dimenticati. Impolverati. 

Ed è incredibile quanto brillano, quando arriva il giorno in cui, inequivocabilmente, arrivano a casa.