Certe mattine apri le finestre e le montagne sono lì, spennellate di neve. Il cielo limpido, il sole splendente, l'aria pungente. Voci di amici che dal cortile chiamano a giocare. Chiuderesti loro le tende in faccia facendo spallucce? Io mi scrollo la pigrizia di dosso - la sento cacciare un miagolio risentito - infilo i piedi negli scarponi e due panini nella stagnola e via: la macchina imbocca alllegra la strada che sale, scondinzolando come segugio su una pista buona.
lunedì 23 novembre 2015
mercoledì 11 novembre 2015
...di tutti i regali...
- La nonna è andata in cielo –
Eravamo nel bagno piccolo, quello in cui c’era il profumo
della schiuma da barba del papà. Mi tenevi in braccio, vicino alla finestra. Mi
era venuto da guardare fuori, e il cielo era proprio lì. Ricordo distintamente di aver pensato che
doveva essere un bel posto e neanche tanto lontano, in fin dei conti.
Era stata la dolcezza seria e serena su cui avevi modulato
la tua voce a scavare un buco fondo
dentro di me e le parole vi erano cadute come un seme. Ricordo che era entrato
il papà, quella mattina la barba non se l’era fatta, e c’era stato un lungo
abbraccio, che aveva annaffiato il seme.
Penso che di tutti i regali che la vita mi ha fatto questo
sia stato il più prezioso.
lunedì 2 novembre 2015
Il volo
Lo splendore dorato del compimento dell'opera - la clorofilla, l'anidride carbonica, l'ossigeno, la linfa, i fiori e i frutti e tutto quanto - infiammarsi di luce, sullo sfondo del cielo terso che sempre saluta novembre, e spiccare il volo.
lunedì 26 ottobre 2015
Il problema degli anni
ll problema degli anni è questo: in teoria sei tu che li
percorri, in pratica sono loro che ti attraversano. Sulla carta tu percorri un
cammino: passi i dieci, i venti, i trenta. Ti lasci delle cose alle spalle e
vai incontro ad altre cose. Questo è quello che ti dicono, che ti immagini.
In
realtà invece tu stai fermo. Non vai da nessuna parte. Sono i dieci, i trenta,
i cinquanta, i settanta e perfino i novanta, che ti passano dentro. Lasciano
rughe, ricordi, cartacce. Briciole, impronte di piedi. Profumi e ferite. Cicatrici come scritte sui
muri col temperino. Poi via, lasciando il posto ai successivi, come turisti
frettolosi e sbadati che lasciano una sciarpa nell’armadio, una crema sul
ripiano del bagno. Una scritta sul libro degli ospiti, una caramella sul
cuscino. Quaranta, sessanta, ottanta. Nient’altro che nomi sul registro. Magari non se ne sono neppure andati, magari sono
nascosti in cantina, in soffitta. Si fanno compagnia, fanno gli scherzi ai
nuovi arrivati.
Una cosa è sicura: tu sei sempre lì, hai tutto dentro, tutto insieme.
Non sei andato da nessuna parte.
giovedì 15 ottobre 2015
Abracadabra
Soffio sulle braci della mia bacchetta magica. Come fiammeggiava un tempo, infallibile e crepitante... Incespico, ora, sulla formula magica che pure conosco a menadito, come un'equilibrista che non sa più impedirsi di guardare giù. Mi si è impaurito l'incantesimo, proprio ora che sarebbe ora di fare sul serio, tarlato da dubbio cui non mi sono mai presa la briga di mozzare di netto la testa. Così piccolo e innocuo, mi era parso. Uno sbuffo di segatura ogni tanto, uno stridio lieve, quasi impercettibile se non nel perfetto silenzio. Ed ora nel silenzio soffio piano, trattengo il fiato sulle scintille, e aspetto e ascolto e spero.
giovedì 8 ottobre 2015
Perchè sia dorato
giovedì 24 settembre 2015
Ergo
1) Ogni mattina la gente sceglie quale umore indossare e
tenersi addosso tutto il santo giorno
2) La scelta dell’umore avviene assieme a quella dei vestiti
davanti all’armadio
3) Una volta indossato, l’umore ti resta addosso fino
a sera e attraverso di lui passano tutti i pensieri
4) Talvolta, in rari casi, si può scegliere l’umore in
compagnia di qualcuno, ma solo se è una persona molto molto intima
5) Al mattino, una volta scelto l’umore, la possibilità di
cambiarlo c’è ma dura poco
6) Poche cose ci rendono davvero liberi come la scelta
dell’umore nell’armadio alla mattina
(da I pensieri nell'armadio, di Elisa Prati)
Ergo, un armadio ben fornito e un tempo congruo per scegliere sono elementi indispensabili all'equilibrio personale, all'armonia interpersonale e, in ultima analisi - - ammettiamolo - al benessere dell'umanità.
giovedì 10 settembre 2015
A guardare si impara
Le ha dato un bacio precisissimo sulla gota e poi le ha
detto, fra il compunto e il sorridente: era verde.
Ed ora io, questa cosa che i baci abbiano un colore non me
la levo dalla testa. Forse c’è chi li vede e chi no. Come gli ultrasuoni o gli
ultravioletti. Gli ultrabaci, perché no?
A pensarci bene, infatti, quello che ho ricevuto da una certa signora l’altra sera doveva proprio essere beige. Sì: beige, con una punta di acido.
A pensarci bene, infatti, quello che ho ricevuto da una certa signora l’altra sera doveva proprio essere beige. Sì: beige, con una punta di acido.
Quello che ho dato io a quel bambino invece era giallo
travolgente, un fuoco d’artificio che ti acchiappa, una risata che scappa via.
E il Suo, stamattina, era azzurro come un sogno che aleggia,
e profumato, come la camicia fresca appena indossata.
Ecco, ora li vedo anche io, i colori dei baci. A guardare si
impara.
lunedì 31 agosto 2015
La luna nel pozzo
Certe sere il pozzo è pieno di una grande gialla luna. Il secchio dondola come un'altalena. Guardo dentro, guardo bene. Solo luna. Ho le braccia nude e scure, i piedi forti dell'estate, solo bianco cotone addosso. Non è tempo di attingere, non è tempo di pensare. Non serve volare. Basta un tuffo. Un bacio ad occhi chiusi. Sulla luna.
domenica 23 agosto 2015
Sotto l'ala delle Odle
Ci sono le nuvole nere e buchi di azzurro profondissimi,
come cannocchiali puntati verso la felicità. Ci sono asini col pelo lucido di
pioggia e di sole, ci sono le tane segrete delle marmotte, teste marroni fra le
stelle alpine, subito sparite. C’è un cavallo che galoppa, la criniera alta sul
crinale e la coda che spolvera il cielo e c’è il richiamo dell’aquila, da
qualche parte lassù. C’è una malga
baciata dalla luce radente di poco prima che si faccia sera, dopo che è
piovuto e che l’arcobaleno ha accarezzato i prati e sorvolato le mucche. C’è un uomo sulla panca, e un bicchiere di
latte e un grande silenzio e ci siamo noi, brillanti di sorrisi.
mercoledì 5 agosto 2015
Riordino
Le avevano caldamente consigliato di fare ordine periodicamente nei cassetti: pareva fosse oltremodo benefico, per l'equilibrio, l'ordine e la pace interiore.
Si era detta infinite volte che probabilmente era davvero ora. Incalzata di volta in volta dalla necessità di darsi un tono o di far posto a nuove conoscenze, di ricevere degnamente certi ospiti di riguardo... insomma, quante volte ci aveva provato...
Che senso aveva, si diceva, con tutti quei capelli bianchi che ho in testa, tenere ancora occupati tanti cassetti con certe cianfrusaglie. Tutte quelle parole legate da fili di fumo, nessuna consistenza, nessuna utilità. Tutte quelle sensazioni ammassate alla rinfusa, mescolate da chissà quali venti e quanto antichi.
Eppure non riusciva proprio a liberarsene una volta per tutte. L'idea che il bagnasciuga e la penombra fossero cugini, per esempio, o che i pomodori mangiati appena colti avessero un legame di parentela con le lenzuola fresche di bucato in cui ci si infila col pigiama pulito.
No, non andava molto oltre. Chiudeva i cassetti e lasciava stare. L'importante è che se ne stessero quieti, che non osteggiassero il prender posto di altri e più sensati pensieri. Comprerò un mobile nuovo, si diceva. E prima di allontanarsi faceva loro 'ssth'.
giovedì 30 luglio 2015
Al pensier mio s'intona
Al pensier mio s’intona ciò che bene suona.
Ma se viaggio fa rima con coraggio,
come cuore con amore
e le parole con il sole,
c’è pure l’avventura che fa rima con paura
e la strada con la
piada (e pure con la biada),
la bicicletta di vedetta e
l’aeroplano in una mano.
Mostra il volto, stolto:
c’è un mondo, in fondo,
che gira in tondo.
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