domenica 23 agosto 2015

Sotto l'ala delle Odle

Ci sono le nuvole nere e buchi di azzurro profondissimi, come cannocchiali puntati verso la felicità. Ci sono asini col pelo lucido di pioggia e di sole, ci sono le tane segrete delle marmotte, teste marroni fra le stelle alpine, subito sparite. C’è un cavallo che galoppa, la criniera alta sul crinale e la coda che spolvera il cielo e c’è il richiamo dell’aquila, da qualche parte lassù.  C’è una malga baciata dalla luce radente di poco prima che si faccia sera, dopo che è piovuto e che l’arcobaleno ha accarezzato i prati e sorvolato le mucche.  C’è un uomo sulla panca, e un bicchiere di latte e un grande silenzio e ci siamo noi, brillanti di sorrisi. 


mercoledì 5 agosto 2015

Riordino

Le avevano caldamente consigliato di fare ordine periodicamente nei cassetti: pareva fosse oltremodo benefico, per l'equilibrio, l'ordine e la pace interiore. 
Si era detta infinite volte che probabilmente era davvero ora. Incalzata di volta in volta dalla necessità di darsi un tono o di far posto a nuove conoscenze, di ricevere degnamente certi ospiti di riguardo... insomma, quante volte ci aveva provato...   
Che senso aveva, si diceva,  con tutti quei capelli bianchi che ho in testa, tenere ancora occupati tanti cassetti con certe cianfrusaglie. Tutte quelle parole legate da fili di fumo, nessuna consistenza, nessuna utilità. Tutte quelle sensazioni ammassate alla rinfusa, mescolate da chissà quali venti e quanto antichi. 
Eppure non riusciva proprio a liberarsene una volta per tutte. L'idea che il bagnasciuga e la penombra fossero cugini, per esempio, o che i pomodori mangiati appena colti avessero un legame di parentela con le lenzuola fresche di bucato in cui ci si infila col pigiama pulito.
No, non andava molto oltre. Chiudeva i cassetti e lasciava stare. L'importante è che se ne stessero quieti, che non osteggiassero il prender posto di altri e più sensati pensieri. Comprerò un mobile nuovo, si diceva. E prima di allontanarsi faceva loro 'ssth'. 

giovedì 30 luglio 2015

Al pensier mio s'intona

Al pensier mio s’intona ciò che bene suona.

Ma se viaggio fa rima con coraggio,
come cuore con amore e le parole con il sole,
c’è pure l’avventura che fa rima con paura
e la strada con la piada (e pure con la biada),
la bicicletta di vedetta e  l’aeroplano in una mano.

Mostra il volto, stolto:
c’è un mondo, in fondo,
che gira in tondo. 

domenica 19 luglio 2015

Amo correre

Amo correre perchè nessuno te lo deve insegnare, perchè non devi portare niente con te, non devi prendere la funivia, prenotare il campo nè niente di tutto questo. Solo infilare le scarpe, che poi volendo non è neppure strettamente necessario.
Amo correre perchè siamo solo io e il tempo quelli che contano. Perchè non c'è niente che ti faccia sentire spremuta e sudata e liberata dai veleni come correre. Perchè non c'è tecnica nè strategia che possano fare davvero la differenza: checchè ne dicano gli esperti, per me c'è solo da spingere e crederci.
Amo correre perchè è quello che ti fa prendere l'ultimo treno, anche se quando hai guardato l'orologio ti sei detta aiuto devo scappare però quella persona lì la dovevi proprio salutare o quel libro lì lo dovevi proprio comprare. E se il treno lo perdi lo stesso sei talmente senza fiato che non ne hai più per recriminare.
Amo correre perchè sono nata sulla terra, perchè sono cresciuta con il pronti attenti via e perchè ho sempre qualcuno a cui correre incontro. E qualcosa da cui darmela a gambe.

lunedì 13 luglio 2015

... e basta

A volte il mondo è piccolissimo e batte molto forte. Mi osservo le ciglia le fremere. 
E basta. 

lunedì 29 giugno 2015

Le era tornato in mente

Nonostante l'aria e la luce e i buoni propositi ad un certo punto Liliana aveva afflosciato le foglie. Giù come le orecchie di un cucciolo abbandonato. Giù come le spalle di chi non ce la fa più. 
Lei aveva subito cercato un rimedio. Più acqua, meno acqua, parassiti o marciume radicale, rinvasa concima, pota. Niente da fare. Le altre orchidee tutte bellissime, lei deperiva. 
Lei si era detta che non le restava che un ultimo tentativo. Il più difficile. Lasciarla in pace. Smise di spiare ogni giorno i cambiamenti, di sospirarle addosso la preoccupazione. Si occupò del terrazzo e delle ortensie e con quello sguardo lungo di chi dice 'mi raccomando' passò il testimone al tempo. 
Non resta che dire che una mattina, ad un certo punto, era spuntata una foglia nuova e il bottoncino di una radice. Nuova. Diversa. 
Lei aveva ascoltato la piccola felicità che germogliava e a quel punto le era finalmente tornato in mente che glielo avevano detto, tanto tempo fa, che non puoi far crescere l'erba tirandola. 
  


mercoledì 24 giugno 2015

I tortelli di San Giovanni

Anche quelli surgelati del negozio, anche preparati in cinque minuti e mangiati sullo sgabello al bancone della cucina, io la vigilia di San Giovanni mangio i tortelli d’erbette. Perchè in ogni boccone c’è uno zio dalla voce tonante che brandisce il matterello, la lunga tavolata apparecchiata, le nonne e le zie, che pescano da pentoloni fumanti i tortelli da condire con piccoli essenziali trucchi segreti e con le molte chiacchiere di tante mani intorno ai fornelli.

E se pure è tardi e domani ci si alza presto, basta il mio terrazzo per due gocce di rugiada, perché alla fine del crepuscolo più lungo dell’anno c’è immancabile la serenata delle fate. La voce tonante ha posato il matterello e si prepara al canto. Danzano dunque, puntuali, le lucciole nel lungo viale e si increspano sulla pelle le promesse dell’estate. La cartella finalmente abbandonata in fondo all’armadio, i piedi nudi nei sandali nuovi, l’attesa di ginocchia sbucciate e poi di avventure salmastre, di cartoline e interurbane, e ancora, più avanti, di un bacio. Chissà. E' San Giovanni, si dia inizio all'estate. 

lunedì 15 giugno 2015

Toc toc

 - Toc toc
 - Chi è?
- La Fata Smemorina.
 - (La Smemo?!  ….quella bella cicciotta…. mmmm…..vuoi vedere che è il mio giorno fortunato?!)
- Avanti avanti, Bella Fatina.  Posso offrirti due frittelle?
- Dunque, sarò anche venuta dritta nella tana del Lupo ma non ti credere. Chiariamo due cosette. Primo:  Bella Fatina tua sorella. Vedi di stare al tuo posto se no in un battibaleno ti trasformo in un topino.  Con paillettes e scarpine di cristallo. Secondo….
- Secondo?
- Eh va bè, mi verrà in mente.
- Urca Smemo, ma tu un po’ di pesce … fosforo omega 3… proprio no eh?!
- Fatti i fatti tuoi, Lupo.  E a proposito, parlavi  mica di frittelle?
- Mmm amnesia selettiva… avrà avuto un trauma?
- Ma cosa borbotti?  E non fai accomodare una signora? Ho un male ai piedi, tutta questa strada nel bosco…
- Bè, ci credo con quelle scarpe… è già tanto che non ne hai persa una.  Tieni, serviti,  ci vuoi un po’ di confettura di mele?
 - Mele?! Lupo, non sarà mica passata di qua....
- Ops, beccato.
- ‘Sto posto è diventato di moda.
- Eh mi son dato da fare. Un po’ di social marketing, un po’ di networking … al giorno d’oggi non puoi mica star qui ad aspettare che passi per caso una col cestino…  le risorse scarseggiano, la concorrenza è agguerrita, le bambine sempre più furrrbe….  mica dormono in piedi qui nel bosco….  ti faccio vedere una nuova app….
- Fermo fermo, intanto che mi ricordo.  Son venuta a chiederti aiuto. 
- Son tutt’orecchi.
- In effetti… che orecchie grandi che hai…
- Questa l’ho già sentita.  E comunque sarai bella te, guarda che sedere… Dai Smemo, non distrarti che se no non ci arriviamo in fondo.
- Screanzato! Dunque, dicevamo?
- Ussignur. Che volevi aiuto.
- Ah sì.   C’è la biondina che s’è messa dei grilli per la testa.
- Parlanti?
- Eccome.  Non sta mai zitta. Non ne vuole sapere del Principe. Dice che ce l’ha sempre nei piedi, che è uno zerbino,  senza palle, testa nella nuvole…  Insomma si è messa in testa che vuole uno concreto, affidabile.  Un lavoratore.  Hai presente quel maiale?
- Un maiale?!!
- Ma sì dai, come si chiama. Quei tre fratelli. Il grande, quello della casa di mattoni.  Potresti mica organizzare?
- Tu sei matta proprio, altro che  alzheimer…
- Dai Lupino, non farti pregare.  Tanto lo so che poi anche tu... questi giovani… (dove ho  messo la bacchetta ?) ah l’amore…. salagadula….
- Smemo che cavolo!! … ah Smemo… che bei cosciotti… senti ma … cosa fai te stasera?

martedì 9 giugno 2015

Ninna nanna

Piccoli gatti fanno il nido fra lunghi capelli. Il bugiardino recita una filastrocca per dormire, e potrebbe non essere una bugia. Servono gli occhiali, per vedere le parole. Erano stati dimenticati, in certi cassetti, in certe borse, in certe giornate piene. Ma certe sere le parole parlano chiaro, mentre si fa scuro e le terrazze rinfrescano.  Dormi bene, ci saranno giorni nuovi, ci saremo. 

domenica 31 maggio 2015

Abbiamo il passo svelto

Rassegnata eppure con quello sguardo lucido. Appesantita, un po’sgualcita, cammini risoluta. E’ facile raggiungerti, sul binario affollato, ma ti avrei raggiunta anche se avessi dovuto sgomitare.Mi riconosci subito e so che vedermi ti rallegra. 

Ci siamo sfiorate, per tutti questi anni, ogni tanto. Negli uffici degli altri, nei grandi atri, nei ristoranti. Anche nei corridoi d’ospedale, già.  Ci siamo sempre riconosciute.  Non abbiamo, in verità, niente in comune.  Solo questo transitare per gli stessi luoghi, questo parlare la stessa lingua, chissà perché. 

Eri una persona dietro ad un’altra scrivania quando misuravo  cosa sarei diventata da grande.  Io e gli altri. Eri lì, l’unica ad aver visto tutto.  Poi la vita non ti ha sorriso e tu non l’hai scusata.  Neppure accusata, però.  Non hai perso tempo coi processi. Non ti sei lasciata appannare.  Tu sei sempre a fuoco.

Sono l’unica a sapere che tu sei l’unica ad aver visto tutto, e tu lo sai. Parliamo la stessa lingua per cinque minuti, fra il binario e la fermata dell’autobus. L’afa di questa giornata svapora in un tramonto azzurrissimo . E’ sera, è estate.  Abbiamo il passo svelto delle rondini.  Vite che solcano il cielo e lo sanno.  

martedì 19 maggio 2015

... eppure...

Non c’è niente di più intensamente e intimamente bello che aver pensato che non saremmo mai riusciti a fare una cosa e poi invece a un certo punto ci diciamo ‘eppure …’, e ci proviamo, e ci riusciamo.  Ed è così  intensamente bello perché non è che accada per magia, tipo che ci eravamo sempre fatti un sacco di paranoie e invece era facile come bere un bicchier d’acqua. No, è proprio faticoso e tanto, tanto difficile. Quindi  non è che ci eravamo sbagliati sulla cosa. Ci eravamo sbagliati su di noi. O forse c’erano delle cose, di noi, che erano vere un tempo e poi dopo un po’ non lo sono più. Perché la vita non è solo accumular rughe e capelli bianchi e metter su due o tre paia di occhiali. La vita è anche guardarsi moltissime mattine allo specchio e far saltar le suole di un certo numero di scarponi da tante volte abbiamo detto ‘voglio proprio arrivare a vedere cosa c’è di là’. Di là da quella curva, di là da quella montagna.  E qualche volta nello specchio – o di là da quella montagna – vedi qualcuno che ti assomiglia e una cosa dopo l’altra ha sempre fatto quello che un tempo aveva creduto di non riuscire a fare.  Ed è così che  ti prende la voglia e che, zitta zitta, una bella mattina ti sussuri dentro quel bellissimo ‘eppure…’. 


Quindi queste parole che rotolano come sassolini sono un grazie, zitto zitto. 

mercoledì 13 maggio 2015

Come stesa ad asciugare

Certi giorni sono così, di quelli che c'è un prima e un dopo. Alcuni capitano, e lo diventano a posteriori. Altri lo sai per tempo, e li segni sul'agenda e li aspetti trattenendo il respiro, anche se non te ne accorgi e dici manca un sacco di tempo, però sono lì segnati, in tutti i tuoi gesti. E quando arrivano, quei giorni lì, fai un respiro così lungo che ti chiedi ma come mai avrò potuto tenermi tutta quest'aria dentro, eppure a quanto pare in qualche modo l'hai tenuta. E quando la butti fuori resti lì un po' come stesa ad asciugare. Leggera e stropicciata. Bellissima.