riposano gli scricchiolii, si lasciano assorbire e sbiancano certe pene. Cambiano, nella neve, geometrie e prospettive, attraversiamo a piedi strade e giardini che non sono più, che non sono ancora. Arriviamo con le scarpe bagnate e i capelli vivi sotto ai cappucci. Ci spogliamo in un calore che il bianco fa risplendere. Le mani strette intorno alle risate come fossero tazze fumanti di te. Prendono forza, nella neve, gli scintillii, come i bulbi dei tulipani addormentati. Scintilleremo, domattina, nel sole.
lunedì 16 febbraio 2015
lunedì 2 febbraio 2015
Lì
La verità arriva lì, al confine col sonno. A volte hai già gli occhi troppo chiusi per vederla, a volte ancora troppo aperti, troppo vigili. A volte invece la vedi, colore del cane che fugge, in quell'attimo prima di entrare in un sogno che la seguirà, annusando e correndo, finchè il coperchio si chiuderà al suono della sveglia. Resterà un sentore che ti scrollerai di dosso col caffè.
Ma certe mattine ne serviranno due.
lunedì 26 gennaio 2015
E se il lupo perde il vizio? (ma non il pelo...)
- Psssth…. Bella Bambina…. psssth …… ehi… -
- Ma chi…. Uff che nervi questi operai, se appena una si mette
una gonna sopra al ginocchio…. -
- Sì buonanotte … operai… pssstttttt Cappuccetto!! -
- LUPO!! Mi hai fatto
prendere un colpo! cosa ci fai qui in pieno centro?!! -
- Oh cara, proprio contenta di vedermi eh?! Grazie dell’accoglienza,
io almeno faccio la voce suadente quando te sbuchi nel bosco. Dove vai bella bambina e via discorrendo. -
- Tu -
- ? -
- TU sbuchi, si dice. -
- No carina, io ci abito nel bosco, sei te che ci sbuchi.-
- Si, va bè, lascia andare. Per l'appunto, tu abiti nel bosco.
Quindi, torniamo a bomba: cosa ci fai qui in pieno centro? -
- Eh, brutta storia. Offrimi un boccone che ti spiego-
- Oh, mai sei matto!! un boccone…. e stai fermo lì nell’androne
che se mi sbuchi in mezzo alla piazza facciamo un fuggi fuggi -
- Ma magari! Lo sapevi
che c’è una che va in giro a dire che sono buono? -
- Buono?? il Lupo Cattivo?! -
- Lo vedi, ti pare una str…. anche a te che sei tanto bellina
ma c’hai quel cervello lì che sì dai, insomma! -
- Lupo ma come parli?!! c’hai… stronz… quando ti ho conosciuto
eri Cattivo ma parlavi tanto bene… tanto bene che ogni volta mi fermavo a far
conversazione anche se lo sapevo che poi andava a finir male… -
- Eh lo dicevo, carina sì ma il cervello insomma…. Comunque, ascoltami su: ti dico che c’è una che fa sedere i bambini
tutti in cerchio e con una voce tutta meravigliata, meravigliante, meravigliosa, racconta delle storie... -
- Ohhh ma come parli bene ora, mi sa che questa qui un po’ ti
piace… -
- Ma sta un po’ zitta e ascoltami, Cappuccetto Vuoto! Questa
qui racconta racconta alla fine vien sempre fuori che non sono cattivo per
niente, e i bambini tutti a ridere e a dire lupo carino, lupo cicciotto, povero
lupo. Capito?! tutta la mia reputazione
a ramengo. Anni e anni a dar la caccia alle nonnine e ai
porcellini, soffia di qua, incendia di là, mettiti la cuffia, fai la vociona e
poi arriva questa qui… Capito?! Hai Capito?!! -
- Massì che ho capito, non sarò un’aquila ma insomma non son
neanche Biancaneve eh?! Anzi, ho già una
gran bella idea. -
- Sentiamo -
- A te Lupo, ti ci vuole un bel cambio di look. Tutto 'sto pelo…
quant’è che non ti fai dare una bella rasata? in effetti ora che ti vedo in
piena luce fai un po’ quest’effetto Winnie the Pooh….-
- Oh Bambina, sta un po’ attentina a come parli che a
colazione sono stato leggero eh?! -
- Tutte chiacchiere. Qua ci vogliono un po’ di borchie e di
catene, altrochè. Lo sai che quei topini... dai, quelli che cucivano tutti quei fiocchi
per quella là che perdeva sempre le scarpe, ecco, hai capito, dopo che la Smemo
li ha surclassati con tutte quelle paillettes e polvere di stelle, si sono dati
una bella regolata e hanno aperto un negozietto punck che è un amore...-
- No ma guarda, non ci siamo capiti. Io avevo pensato…. ecco… un boccone… E poi,
scusa: ma cosa ne sai te di look che c’hai
sta mantellina rossa da quando andavi all’asilo!!-
- Sai che c’hai ragione lupo? Quasi quasi mi compro il chiodo,
c’è un negozietto…. E dai muoviti, che, ci son pure i saldi! -
martedì 20 gennaio 2015
Ti imparo
Se è vero che sono poche le persone che hanno l'umiltà di imparare, ho la sensazione che siano ancor meno le persone che hanno l'umiltà di insegnare. Insegnare, non predicare. Non giudicare. Non addestrare. Trovare la via per raggiungerti. Adeguare il passo. Illuminare gli incroci. Nutrire i dubbi e sfamare la curiosità. Spronare a trovare le crepe nel ragionamento, ascoltarne gli scricchiolii. Non erigere barricate e magnificare l'edificio.
A pensarci bene, mi dico, ti imparo e' qualche volta meno sbagliato di ti insegno.
lunedì 12 gennaio 2015
Non so come dirlo
- Lo senti il loro odore? - Mi allungava verso il viso due piccoli conigli di pezza, lunghe orecchie molli e pancia liscia dalle molte carezze.
- Dormo con loro da quando sono nata. Non è che sia proprio il mio odore, ma lo conosco da sempre. Non so come dirlo, è dentro di me - aveva sussurrato, la bocca appena fuori dal lenzuolo arancione, mentre al piano di sotto del letto a castello veniva letto ad alta voce Geronimo Stilton, ed Hello Kitty, sul comodino, segnava le 21.34.
sabato 3 gennaio 2015
Gennaio
sabato 27 dicembre 2014
C'erano molte parole
C'erano molte parole, quest'anno, che mi giravano intorno e dentro, affollate e spettinate. Ed io, affannata e spettinata al loro pari, ho lasciato che venissero soffocate dalla tosse, dal coperchio dei bolliti, da tutto quel mordere di scoiattoli sugli zigomi che mi dicono essere preludio sicuro di una bella sinusite.
Ne avrei avuto da raccontare. Del Natale in libreria, per esempio, e di tutte quelle persone che entrano solo una volta all'anno e di come scelgono i regali e di quanto mi piace sbirciare gli acquisti e fare il match con le facce e gli accessori e quante cose mi pare di sapere di loro, tanto che potrei scrivere delle loro case e di cosa metteranno in tavola la vigilia.
E poi naturalmente avrei avuto da raccontare di come non sia vigilia senza una rosa bianca e di come io sia entrata trafelata dal fiorista e di come l'abbia cercata fra le nuvole piatte, la mia nuvola coi baffi, e di come io l'abbia trovata, con la mano protesa verso il piattino del torrone Amor, quello che mi sforzavo di tenere ben fermo per dargli tutto il tempo di scegliere con calma il suo pezzetto, l'unico dolce che si concedeva, lo strappo al diabete, una volta all'anno.
Mi sarebbe piaciuto anche raccontare delle persone nuove a cui fai gli auguri per la prima volta e cogli l'occasione per dire loro ci sei, sotto il mio albero, ed è un'emozione che ti concedi, affetto che lasci uscire libero dal sacco di Babbo Natale; sappiamo già che verrà il giorno in cui ci faremo giusto gli auguri a Natale, ci racconteremo tutto l'anno nel tempo della coda alla cassa e ci diremo vediamoci presto sapendo benissimo che non succederà ma sarà bello desideralo davvero, una volta all'anno.
Soprattutto avrei voluto raccontare di certe piccole magie, che accadono intorno alle candele e dentro le preghiere, di come te le mettano dentro da piccoli, come esattamente non lo so, ma so per certo che se te le mettono dentro la piccoli quelle trovano poi sempre il modo di far luce, almeno una volta all'anno.
C'erano molte parole quest'anno, aspettavano la neve e il suo silenzio, ed ora mi paiono scendere a frotte, troppo veloci per le mie dita.
venerdì 12 dicembre 2014
Cara Santa Lucia
Cara Santa Lucia,
son qui che cerco di lucidare le mie scarpette, ma ogni volta che mi sembra di esserne venuta a capo mi cade l'occhio su un graffio, un segno, uno schizzo. Una ruga, una parola di traverso, la mia benedetta impazienza. E la pigrizia, non parliamone. Per quanto ci metta dell'olio di gomito, quest'anno mi pare proprio un'impresa impossibile. Ahhhh adesso ho capito! Oh Asino, inutile che tu scuota la testa in quel modo - lo so che stai pensando ' un genio, questa Prishilla' - ognuno ha i suoi tempi, io non so cosa farci se son lenta di comprendonio. Mica si può essere belli, simpatici e intelligenti, tutto insieme. Io son simpatica, ecco. Tu, Asino, invece sei... bellissimo!
Va bè, dicevamo: adesso l'ho capito, che lucidare 'ste scarpe è per davvero un'impresa impossibile. Perlomeno le mie. Se le hai infangate, le hai infangate, non passa tutto con un colpo di spugna. Però sfrega sfrega la magia si accende a lucciole, come dalla pietra focaia. Me la sento pian piano crepitare dentro, e si accende anche la voglia di esser più buona. Si Asino, non fare quella faccia scettica, lo so bene, purtroppo, che durerà quel che durerà, ma magari quest'anno... se Santa Lucia mi aiuta a tener la mano contro il vento ... Dai Asino, vieni anche tu a mangiar due biscotti, che la notte è lunga, fredda e buia. Io intanto sfrego ancora un po', che voglio un gran bel fuoco stavolta.
lunedì 1 dicembre 2014
Io non ho paura
Me lo chiedono l'abelia grondante, le galosce lucide e un grande ombrello nuovo: quando abbiamo iniziato a investire così tanto e così spesso nella messa in piega? A costruire le nostre case sulla sabbia e a comprare scarpe con la suola così scivolosa? Quando abbiamo iniziato a lasciare che i nostri fossi si ostruissero di scorie come vene di colesterolo? Esattamente, quando abbiamo iniziato ad avere paura della pioggia?
domenica 23 novembre 2014
Ho un cavallo bianco e una giacca nuova
Ho un cavallo bianco da regalare, senza principe annesso, saldo sulla felpa del colore della notte, col cappuccio che protegga riccioli e sogni dalle piogge acide e dalle luci dei neon.
Ho la voce stupita di sé stessa dell'unico piccolo che mi abbia mai amato prima di saper parlare che dice il mio nome.
Ho un bacio stampato sulla guancia da chi ormai si deve chinare per darmelo e ancora non gli viene in mente di infilare la porta senza avermelo dato.
Ho occhi che spalancano finestre nella frangia per guardarmi bene bene dentro prima di offrirmi l'ultima fetta di salame ed esigentissimi azzurri occhi adolescenti che mettono un mi piace a certe mie foto.
Ho una giacca nuova, windstopper e waterproof, perché le conchiglie sulla spiaggia si trovano anche d'inverno. Bisogna avere tasche dove metterle.
lunedì 10 novembre 2014
Come la vetta
' - Il popolo inuit ce la farà, Robert? - mi chiedono le persone quando racconto quello che ho scritto in questo libro-
- No, non credo che ce la farà - è la mia risposta, purtroppo.
Penso che per loro sia finita.
Per sempre.
(...) Alcuni ragazzi inuit riusciranno ad integrarsi, magari qualcuno di loro racconterà di avere visto il nonno pescare in un buco nel ghiaccio o di avere sentito parlare di una bisnonna che era un grande sciamano e da bambina aveva domato un orso bianco cento volte più grande di lei. Qualcuno studierà sui libri di storia che in cima al mondo, in una zona tanto remota quanto ostile, viveva un popolo bizzarro che era sopravvissuto al clima estremo e alle privazioni, ma non all'arrivo della civiltà.
Qui la cultura è orale, ed è difficile sapere quanto della vita inuit verrà tramandato alle generazioni future. Questo libro vuole essere il mio piccolo contributo a che non tutto vada perduto.'
(Robert Peroni - Dove il vento grida più forte).
Questa è la conclusione del libro, non l'introduzione, non la premessa. Come la vetta. E' quando arrivi qui che sai perchè ci sei arrivato, che sai perchè lo hai letto tutto.
Che sai perchè è meglio fare il proprio dovere mediocremente che il dovere di qualcun altro perfettamente.
- No, non credo che ce la farà - è la mia risposta, purtroppo.
Penso che per loro sia finita.
Per sempre.
(...) Alcuni ragazzi inuit riusciranno ad integrarsi, magari qualcuno di loro racconterà di avere visto il nonno pescare in un buco nel ghiaccio o di avere sentito parlare di una bisnonna che era un grande sciamano e da bambina aveva domato un orso bianco cento volte più grande di lei. Qualcuno studierà sui libri di storia che in cima al mondo, in una zona tanto remota quanto ostile, viveva un popolo bizzarro che era sopravvissuto al clima estremo e alle privazioni, ma non all'arrivo della civiltà.
Qui la cultura è orale, ed è difficile sapere quanto della vita inuit verrà tramandato alle generazioni future. Questo libro vuole essere il mio piccolo contributo a che non tutto vada perduto.'
(Robert Peroni - Dove il vento grida più forte).
Questa è la conclusione del libro, non l'introduzione, non la premessa. Come la vetta. E' quando arrivi qui che sai perchè ci sei arrivato, che sai perchè lo hai letto tutto.
Che sai perchè è meglio fare il proprio dovere mediocremente che il dovere di qualcun altro perfettamente.
sabato 1 novembre 2014
Non rispondono al telefono
Le idee non rispondono al telefono, stanno nascoste nelle file o nella pila dei panni da stirare. Si infilano fra le bolle lente dello zabaione che mescoli a fuoco basso, nella ventola del phon, fra i capelli che spazzoli.
Scappano quando le chiami, le idee, come bambini all'ora del bagno. Sbocciano quando non le guardi, affiorano se la superficie è quieta.
A pensarci, mi pare un peccato acchiapparle. Ripulirle, impadellarle in un progetto. Sminuzzarle, condirle con sale e pepe e servirle alla platea. Santo cielo, poverette. Io ho deciso: oggi le guardo passare e le lascio volar via.
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