Ed io ogni volta penso che allora forse quell'altra, la solare, magari aveva un conto in sospeso con la legge. E solo per questa volta mi sento solidale. Perchè io ho un debole per l'ora solare, che chiamandosi così poi non poteva che farmi simpatia. Ma soprattutto io lo odio questo salto avanti che mi ruba un'ora da sotto al cuscino. Vado controcorrente, lo so, tutti a dire che bello che quando esco dal lavoro c'è luce e che lunghe le giornate.
Io invece la mattina mi trascino sbadigliando con quel senso di irrealtà di quando ti sei svegliato nel cuore della notte, magari per prendere l'aereo delle vacanze, solo che qui non ci sono valige e biglietti e di vacanze non se parla proprio. Quindi, invece della caramella di adrenalina che sveglia le membra col pensiero della partenza, tutto quello che ho da mandar giù è il mio fedele caffè. Se non l'ho rovesciato, che mi sento le membra così assonnate che son più le mattine che combino un guaio che quelle che fila tutto liscio. Ma la mattina pazienza, un'oretta e passa. Il problema è che per tutto il giorno quando guardo l'ora mi passa dentro un'onda d'ansia. Come è tardi. Già mezzogiorno. Epperò sono già le tre. Aiuto son le cinque. Niente, in che men che non si dica è ora di cena e le finestre son piene di luce beffarda. 
Poi mi abituo, e son ben felice anch'io di cenare in terrazza col sole ancora sveglio e di godere un po' di fresco alla mattina. Ma questi primi giorni mi chiedo di continuo chi l'avrà poi mai deciso che tutto questo è legale.
