Era da un bel pezzo che mi chiedevo cosa volesse poi dire,
in pratica, quell’’onorarti tutti i giorni della mia vita’ che ho sentito pronunciare
a decine di spose e di sposi a vari stadi di commozione, estasi o puro panico.
Me lo chiedevo da bambina, quando tutta la liturgia era
circonfusa da un'aura fiabesca in cui ogni parola aveva un significato arcano –
tipo quella Rosanna nell’alto dei cieli che per anni mi sono immaginata
volteggiare fra le nubi al colmo della serenità, tanto per intenderci.
Me lo chiedevo da adolescente, tra un commento sull’abito e un aggiustatina alla frangia, e poi qualche anno più tardi, quando le spose hanno iniziato ad essere le mie amiche e le volte delle chiese hanno iniziato a risuonare di contrastanti, colorate e sfarfallanti emozioni.
Me lo chiedevo quando ai matrimoni degli amici ho iniziato ad avere Lui accanto, seduto scomodo nel banco troppo stretto, e stavo attenta attenta a non guardarlo nel momento delle promesse - e naturalmente me lo sono chiesta quando in quello scrigno qualcosa ha iniziato a trasformarsi e quando ho pensato ‘lo voglio’.
Me lo chiedevo da adolescente, tra un commento sull’abito e un aggiustatina alla frangia, e poi qualche anno più tardi, quando le spose hanno iniziato ad essere le mie amiche e le volte delle chiese hanno iniziato a risuonare di contrastanti, colorate e sfarfallanti emozioni.
Me lo chiedevo quando ai matrimoni degli amici ho iniziato ad avere Lui accanto, seduto scomodo nel banco troppo stretto, e stavo attenta attenta a non guardarlo nel momento delle promesse - e naturalmente me lo sono chiesta quando in quello scrigno qualcosa ha iniziato a trasformarsi e quando ho pensato ‘lo voglio’.
A quel punto però il grillo parlante che abita poco sopra al
mio orecchio destro mi ha intimato di cercare una risposta con maggior convinzione
e così ho chiesto in giro. Alle mogli ovviamente.
Qualcuna rispondeva che voleva dire non contraddire il
marito in pubblico (ed in quel caso sarebbe stato per me bastevole motivo di
rinuncia a tutta quanta la faccenda), altre sostenevano che significava
accoglierlo ogni sera sorridente e festosa con una buona cena in forno e tutto
il resto (e anche in questa accezione scampanio di allarme e proteste a
profusione), ma la maggior parte di loro concordava sul fatto che fosse
ampiamente sufficiente come promessa quella della fedeltà nella gioia e nel
dolore e via discorrendo e che comunque ‘amarsi’ racchiudeva in sé tutto il
resto, dunque non c’era da preoccuparsi.
A me sembrava che questo nascondesse una pericolosa leggerezza. Stavo per prometterlo anche io, non potevo accontentarmi. Allora rivoltavo la domanda e chiedevo loro quando si sentivano ‘onorate’ dai loro mariti. A quel punto solitamente iniziavano a parlare di ricette o dell’ultimo film visto al cinema.
A me sembrava che questo nascondesse una pericolosa leggerezza. Stavo per prometterlo anche io, non potevo accontentarmi. Allora rivoltavo la domanda e chiedevo loro quando si sentivano ‘onorate’ dai loro mariti. A quel punto solitamente iniziavano a parlare di ricette o dell’ultimo film visto al cinema.
Fu così che finii per farmene una ragione e promettere, come una scriteriata
qualunque, che avrei onorato un uomo ogni giorno della mia vita senza avere idea
di cosa significasse in pratica –avendo però, per sicurezza, ben chiarito a tu per tu con l’interessato che
non gli avrei dato necessariamente ragione né in pubblico né in privato e che
non avrei cucinato leccornie ogni sera. Poi nei mesi e negli anni a venire ho accantonato il problema, cullandomi
nella constatazione che Lui non pareva lamentare manchevolezze in questo
senso.
Finchè casualmente l’altro giorno non capito sulla Treccani e alla voce Onorare, sign.2 leggo ‘rendere onorato, costituire motivo di onore: un bel morir tutta la vita onora..’ ecc ecc. In un lampo mi torna in mente tutta la mia ricerca vana e resto interdetta. Rileggo. Lentamente. Santo cielo. Vuoi vedere che quell’’onorarti’ che ho promesso non ha niente a che vedere col blandirti o festeggiarti o incensarti ma significa che devo ‘renderti fiero di me’? Ho promesso di fare in modo che tu possa sentirti onorato dell’essere mio marito, ogni giorno della mia vita. Ogni giorno dovresti sentire una gran voglia di spalancare porte e finestre e dire ‘ehi ragazzi, vi rendete conto che fortuna che ho? Questa è mia moglie!’ Ogni giorno?? Sì. Ok. Mi serve un attimo per riprendermi. Ma intanto una domanda: com’è che di tutte quelle mogli che ho interpellato ... nessuna che abbia avuto la compiacenza di avvertirmi?!
Finchè casualmente l’altro giorno non capito sulla Treccani e alla voce Onorare, sign.2 leggo ‘rendere onorato, costituire motivo di onore: un bel morir tutta la vita onora..’ ecc ecc. In un lampo mi torna in mente tutta la mia ricerca vana e resto interdetta. Rileggo. Lentamente. Santo cielo. Vuoi vedere che quell’’onorarti’ che ho promesso non ha niente a che vedere col blandirti o festeggiarti o incensarti ma significa che devo ‘renderti fiero di me’? Ho promesso di fare in modo che tu possa sentirti onorato dell’essere mio marito, ogni giorno della mia vita. Ogni giorno dovresti sentire una gran voglia di spalancare porte e finestre e dire ‘ehi ragazzi, vi rendete conto che fortuna che ho? Questa è mia moglie!’ Ogni giorno?? Sì. Ok. Mi serve un attimo per riprendermi. Ma intanto una domanda: com’è che di tutte quelle mogli che ho interpellato ... nessuna che abbia avuto la compiacenza di avvertirmi?!