martedì 25 novembre 2008
Senza titolo - 1 - 1
lunedì 17 novembre 2008
Casa nuova
Chi l'avrebbe mai detto che una Casa Nuova sarebbe potuta diventare come un Viaggio, che è, in fondo, il contrario di Casa?
(e che come un viaggio avrebbe potuto lasciarci per giorni senza collegamento alcuno e senza neanche una cassetta da cui spedire le cartoline.....?)
venerdì 31 ottobre 2008
Casa mia
Non c’è niente come pulire una casa per sentirla tua.
Forse non è vero che abbiamo cura delle cose perché sono nostre, forse facciamo nostre le cose perché ne abbiamo cura.
Forse se ci mettessimo in ginocchio a pulire con un setaccio i fiumi e i mari o se salissimo su una scala con vetril e carta di giornale per tirare a lucido i nostri cieli, proprio come ho fatto io con le mie finestre e col mio nuovissimo pavimento color sabbia, ecco dico, se potessimo rimanere lì, dentro ad una vecchia tuta, a sudare un po’ e ogni tanto guardarci intorno, tanto per raddrizzare qualche minuto la schiena e ravviarci i capelli, per tirare un secondo il fiato ecco, forse potrebbe accadere che ci nasca la gratitudine per questa casa che abbiamo e la voglia di renderla bella e colorata, e un po’ di fastidio per quelli che sbriciolano in giro e portano dentro tutto il fango senza curarsi di adoperare lo zerbino, e magari potrebbe accadere anche che ci prenda il gusto di starci dentro a questa casa, la sera e la domenica, senza far niente di speciale, solo per godercela un po’.
domenica 26 ottobre 2008
La Potiniére
Addormentarsi, finalmente, nello sciabordio delle onde. Il gusto di molluschi serviti da un oste panciuto che conserva un ricordo di lunghi capelli. L’intimità di parlare una lingua diversa da tutti gli altri avventori, l’intimità di un porticciolo alla moda in un dorato weekend fuori stagione e poi l’intimità di un letto francese. La consapevolezza di tutti quegli alberi nudi, appena fuori dalla finestra, ritti verso il cielo, a guardia delle vele che riposano, e dei loro sogni.
venerdì 17 ottobre 2008
Ancora Sogni
E’ un ribollire di sogni, sotto la superficie assolata. Escono appena sollevo il coperchio, appena abbasso le tapparelle e la guardia, sono lì a ricordarmi l’assoluta impossibilità di decidere i nostri desideri. Sempre per quella storia di chi è il capo. Vorrei tanto sapere chi guida questo autobus traballante e perché diavolo è severamente vietato parlare al conducente.
sabato 11 ottobre 2008
Nè il giorno nè l'ora
Quando la fine di una vita giunge prematura e improvvisa a frantumare legami e progetti, come un sentiero che frana quando già tanta fatica era stata compiuta in nome della vetta, ci sembra sempre un’ingiustizia.
Oggi, nei volti riuniti per farsi coraggio di fronte al boato in cui è bruciata una vita e per celebrare i lembi - strappati ma fieri - che questa vita ha lasciato, in questi volti di orgogliosi sacerdoti della scienza, oggi lampeggiava, accanto al dolore e allo sconcerto, una sorta di rabbia, come per un’ingiustizia subita.
Curioso, in fondo. Come se mai avessimo fatto un patto. Come se qualcuno mai ci avesse lasciato intendere che ognuno di noi avrebbe avuto modo di percorrere il proprio declino, di fare i bagagli, di chiudere acqua e gas e magari di redigere un illuminato affettuoso testamento.
Come ci sarà finita in testa, questa arrogante illusione?
sabato 4 ottobre 2008
Clorofillidee
Le viti americane che abitano il mio terrazzo hanno le foglie quasi completamente rosse, ormai. Inequivocabilmente autunno.
Ho notato, contrariamente a quanto mi sarei aspettata, che i primi rami ad arrossarsi sono stati quelli che ancora beneficiano del calore del sole per quasi tutta la giornata, mentre l’unico gruppo di foglie verdi rimasto si trova proprio nell’angolo che da parecchi giorni riceve i raggi del sole solo per poche ore.
Come a dire che non è tanto il ridursi delle ore di sole il segnale del cambiamento di stagione, quanto piuttosto una diversa qualità della luce e del calore: una differenza che quella parte del fogliame che ha un più prolungato contatto con il sole ha potuto rilevare e alla quale ha reagito, ma che passa ancora inosservata alle piante più in ombra, che ignare proseguono nel loro metabolismo estivo.
Non diversamente da quanto accade nelle relazioni fra gli esseri umani, in cui non è tanto l’assenza, o il silenzio, che segnala il cambiamento di un sentimento ed il passaggio ad una diversa stagione, quanto piuttosto una diversa qualità della presenza, o delle parole. Una differenza che tanto più probabilmente e significativamente raggiunge i nostri sensi quanto più abbiamo la possibilità di rimanervi a lungo a contatto.
sabato 27 settembre 2008
Pensieri d'equinozio
L’autunno mi mette voglia di stare in cucina, chissà perché. Così, mentre intorno volano le foglie arrossate di viti e gelsomino, mi appresto al tentativo di raccogliere l’ultimo profumo d’estate delle foglie di basilico. L’accumulo sul tavolo mentre l’avanzata dell’imbrunire mi sospinge verso il calore dei fornelli, poi inizio a mescolare allegramente il sentore di casa mia del parmigiano con il ricordo di vacanze che emana dal pecorino piccante. L’acqua nel frattempo inizia il suo rumore di bolle ed io, snocciolando i pinoli e regolando l'olio, mi dilungo nell’indecisione: vaschette da surgelare, come formica previdente che si prepara all’inverno, o festa di cicala che accoglie l'equinozio godendo a piene mani del sapore dell’ultimo pesto casalingo della stagione?
domenica 21 settembre 2008
Non solo Alitalia
Quando le cose appaiono completamente prive di senso e di ragione è assai probabile che una ragione ci sia, ovvero che manchi ai nostri sensi un pezzo (o più pezzi) del puzzle. Ora, giunta a questa certezza, mi rimangono giusto due domande: chi ha sottratto i pezzi mancanti? e, sopratttutto, nelle tasche di chi li ha infilati?
sabato 13 settembre 2008
Peneloplà
Faccio e disfo la tela in attesa di un epico risolutivo ritorno.
Il gomitolo dei miei pensieri si assottiglia e si ingrossa, si assottiglia e si ingrossa, lasciando orme di risacca.
Quando la palla soffice inizia ad ingrossarsi si rafforza il desiderio di stringerla forte fra le dita e portarla, tutta e solo mia, al buio e al sicuro della mia tana.
Ma quando il gomitolo è intero, compatto e solido, allora la tela, o quel che ne rimane, tende il filo e chiama, così la trama del disegno che gradualmente prende forma mi incanta e mi appassiona e lascio che il filo torni ad intrecciarsi, il gomitolo ad assottigliarsi, finchè le dita hanno troppo poco da stringere e palpitano e sussultano, afferrano e tirano, e il filo inizia a tornare a me, i pensieri si rafforzano in reciproca difesa e abbraccio.
Un gomitolo troppo piccolo per la mia tana buia e una trama incompiuta per la tela che mi espone al mondo.
Avanti e indietro, fra la sabbia solida e l’immensità del mare, in attesa del Ritorno dell’Eroe, incapace di afferrare io stessa la forbice e tagliare il filo.
sabato 6 settembre 2008
Il capo
Testa mia,
stupida illusa che passeggi avanti indietro e inciti le truppe con il petto in fuori, piena di sussiego, che ti arrovelli sul piano strategico spostando e rispostando le puntine sulla cartina geografica. Povera testa mia: non lo vedi che il tuo potere non è che teatro e finzione? A cosa mai ti servirà lo sciocco cervello che hai ricevuto in dotazione se ancora non hai capito che questo nostro corpo non è che un sordo congegno di tubi, fili elettrici e sacchetti che segue meccanicamente il proprio corso e tutto il tuo strepitare è solamente ronzio di sottofondo?
Noi sei tu il capo, mettitelo in testa.
mercoledì 3 settembre 2008
Di soqquatto
Ho sentito dire “se ne è andato di soqquatto”
Subito l’ho visto:
il gatto, di soppiatto, quatto quatto, strisciare piatto
(pancia sull’erba e orecchie sotto