sabato 16 febbraio 2008

Sibillinità

Se è vero che dietro ad un grande uomo sovente c'è una grande donna, potrebbe dirsi altrettanto vero che dietro ad una grande donna c'è spesso un uomo molto piccolo?

venerdì 8 febbraio 2008

Venerdì

La mia casa abbandonata, come un gatto offeso, mi accoglie con il capo chinato delle rose stanche di aspettare le mie cure e spalanca la lavastoviglie su una sfilata di accusatorie tazzine da caffè. Nel bagno è rimasto l’ordine perfetto del passaggio della mia fata marocchina, ma se ne è già andato l’odore di magia della spugna appena passata. Ho voglia di mettere in disordine, di accendere le luci e i fornelli. Ho voglia di sentir suonare il campanello e di essere a casa.

venerdì 1 febbraio 2008

lunedì 28 gennaio 2008

Miss Golightly

Ci sono persone che ti piace continuare a pensare piccole perché vuoi credere che per sempre andrai a svegliarle il sabato mattina, sul fare del mezzogiorno, infilando prima  un filo di luce nella loro camera arruffata di vestiti-borse-libri-pelouches-orecchini, ed infilando poi una mano nei capelli arruffati di musica-chiacchiere-e-la-focaccia-dal-fornaio-prima-di andare-a-dormire.



 


Ti piace continuare a pensarle piccole perché vuoi credere che se ne dovessero avere bisogno tu potresti sempre proteggerle, uccidere i cattivi, scrivere loro su una mappa segreta dove si può trovare il nascondiglio della felicità.


 


Poi succede che loro fanno cose grandi come guardare concretamente al futuro e prendere decisioni scomode e fare quello che deve essere fatto per realizzarle, e tu rimani lì impalata a guardare e intanto cerchi di non farti beccare mentre appallottoli nella mano quella pasticciata (e inutile) mappa segreta e ti senti goffa e cretina ma anche tanto fiera.


 


Che poi, cavolo c’entri tu da sentirti fiera? Spera solo che te la dia lei la mappa, vah!

martedì 22 gennaio 2008

Thinking Blogger Award

 


Blog che fanno pensare. Si tratta di una sorta di catena a livello mondiale e qualcuno mi ha fatto l'onore di pensare al mio blog. Quindi io mi sono messa a pensare a quali blog nominare a mia volta. Mi sono resa conto che nominerei blog che mi hanno nominato, o che hanno nominato chi mi ha nominato o che ha nominato chi mi ha nominato. Questo mi fa pensare. Mi fa pensare che in fondo tendo a cercare sempre un mondo piccolo, di risonanze e di familiarità. Che intorno al mio blog non c’è un mondo ma c’è un quartiere. E che uscire dal quartiere è come partire per una gita, lo faccio spesso, e volentieri, mi piace girovagare per strade nuove annusandone le atmosfere e qualche volta porto a casa l’indirizzo di un ristorante o di un potenziale amico, e penso rivediamoci. Qualche volta succede, in effetti, e allora quella finestra sulla mia gita diventa una parte del mio quartiere. Molto spesso invece non succede affatto e a volte davvero non saprei dire il perché. Forse ho bisogno di vivere in un quartiere, al di là di tutta questa sedicente voglia di mondo.


Dunque non procederò a mia volta questa catena, perchè la aggroviglierei irrimediabilmente, ma in fin dei conti questa “nominazione” mi ha fatto pensare.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il Papa e la Sapienza

Talvolta mi chiedo come mai così frequentemente gli uomini abbiano bisogno di commettere pari pari lo stesso errore di cui accusano la controparte.


E’ possibile che la vendetta sia un bisogno primario, la cui esigenza di soddisfazione si colloca ad un livello molto superiore rispetto ad esempio alla coerenza con i principi dichiarati o anche alla possibilità di dimostrarsi superiori all’avversario.


Forse è un problema del sistema scolastico: è possibile che il bisogno di dimostrare che “chi la fa l’aspetti” non venga sufficientemente soddisfatto alla scuola materna e che si protragga nell’età adulta, come certe forme di soddisfazione arcaica della libido. La riforma della scuola dovrebbe tenerne conto.  

giovedì 10 gennaio 2008

dieci gennaio

Un salotto con il camino al posto della televisione, con il divano di pelle accogliente che ti viene subito da sentirti raggomitolata anche se non lo sei, almeno non troppo. E appena seduta pensi già che ti dispiacerà andartene.


Un ordine che non riesce a farti sentire un’estranea, che è come se ti dicesse che qualsiasi cosa dirai lui non farà una piega, quindi avanti parla pure.


D’altronde farti parlare era il suo mestiere. E non le importava poi così tanto che tu parlassi con lei, le bastava che tu parlassi con te stessa. Lei lo avrebbe capito.


Per me lei sarà sempre su quella poltrona. Sempre elegante e bella perché mai è stata diversa. Sempre capace di prenderti per mano e portarti fino in fondo. Sempre capace di fare finta di non sentire che tu fino in fondo avevi paura ad andarci.  Invece lo sentiva sempre, per questo ti prendeva per mano.


Vorrei tanto essere lì, ora. Perché so che lei c’è.

giovedì 3 gennaio 2008

mercoledì 26 dicembre 2007

Una piccola fiaba natalizia di famiglia

Se quest’anno la mia famiglia ed io avessimo guardato con attenzione nella palla di vetro con la neve che decora ogni anno il pianoforte della nonna, avremmo visto una sposa bianca affacciata a una balconata lanciare un bianco bouquet verso una piccola folla di sorrisi luccicanti ed una bianca torta ricamata a festa, e poi lo sposo, senza più la giacca, cingere i fianchi della sposa e sorridere, sorridere, sorridere e partire.



 



Buon viaggio G. e B., e grazie per questa piccola, dolce, familiare favola di Natale.



 



martedì 18 dicembre 2007

La risposta di Santa Lucia

Ho impiegato quasi una settimana a trovare il coraggio di pubblicare la risposta di Santa Lucia alla mia umile letterina. D'altronde avevo promesso, dunque, nonostante lo sconcerto, eccola qui:


........



Carissima,


certo: la fatica conta. Senza la fatica non si comincia neanche. Ma non nasconderti dietro questo alibuccio. Fra me e te non attacca, lo sai. Come se io, quando è stato il mio turno, avessi risposto: ho già fatto tanta fatica, basta, va bene così.


Mi sembri certi sportivi che dopo certe gare né carne né pesce si appendono con gli occhioni alle telecamere e sviolinano al microfono: ho subito un po’ la pista, non ho saputo far correre gli sci, mi sono passati davanti tutti, però va bene così.


Con questo atteggiamento al risultato non ci arriverai mai. Non ci arrivi mica facendo del tuo meglio e poi vediamo come va. Ci arrivi se lo vuoi più di tutto. Se ti incazzi come una vipera se non ci arrivi. Quindi incazzati. Col cavolo che conta la fatica. Cosa credi, che gli altri facciano passeggiate? Rinfilati quelle scarpette che ci si può specchiare e avanti: un piede davanti all’altro.


E non fare gli occhi dolci all’asino che ti ho beccato.

mercoledì 12 dicembre 2007

Santa Lucia

Secondo la tradizione questa sera i bambini lucidano le scarpe, preparano una ciotola di latte per l’asino ed un piattino di biscotti per la Santa, che con infaticabile e un po’ martire bontà, giungerà nella notte a lasciare regali ai bambini buoni, ed un pezzo di carbone a chi non è stato abbastanza bravo da meritare dolci e giocattoli.


Anche io lucido metaforicamente le mie scarpette e ripasso con lo straccio il mio esame di coscienza.


 


Cara Santa Lucia, non sono stata sempre buona quest’anno, e ti confesso che un bel pezzo di carbone me lo meriterei proprio. Senza contare che potrebbe anche farmi comodo, visto che fra non molto avremo bisogno del carbone per scaldare le nostre case, dispendiose e dispersive al pari dei nostri buoni propositi. Comunque, dicevo: il carbone me lo merito a prescindere. Ti chiederei però, se non ti è troppo disturbo, di portarmi anche un sacco bello grosso di Santa Pazienza, chè altrimenti l’anno prossimo saremo daccapo e mi meriterò solo altro carbone. Ecco vedi, mi ci sono voluti molti anni ma alla fine l’ho capito anche io che a questo dovrebbe servire lucidare le scarpe questa sera: non a far bella figura facendo pulizia una volta all’anno, ma a chiederci dove le abbiamo infangate così tanto queste benedette suole, e poi magari a farci un’idea di quanta strada abbiamo fatto, che a me pare di averne consumata un po’ troppa di suola per quei pochi km che mi sembra di aver percorso. Speriamo che non contino i km ma la fatica che si è fatta, che allora sono a cavallo. A proposito, salutami l’asino eh?

giovedì 6 dicembre 2007

Come potremmo...

desiderio.... inseguire con tanta passione un sogno se già sentissimo l'odore che emana quando diventa realtà?