Quando Dorothy finalmente aprì gli occhi li vide: l’uno di fronte all’altro, l’uno con le scarpe dell’altro, la guardia e il ladro guardavano con lo stesso odio l’uomo che lei stringeva.
C’era qualcosa che doveva dire, lo sapeva bene. C’era qualcosa che doveva dire per fermare quel momento e quello che sarebbe venuto dopo. Ma c’era un uomo che premeva sulla sua bocca e soprattutto c’era il vento, e il vento la innervosiva.
Cos’era che voleva dire? Ecco, di nuovo il vento se l’era portata via. Un giorno o l’altro gliela avrebbe riappoggiata sui piedi, ne era certa, come una cartaccia o una foglia o il cappello di una signora. Ma quella notte quella cosa che avrebbe voluto – o dovuto – dire se ne era volata via.
Così il momento non si fermò e i pugni della guardia e quelli del ladro si confusero sulla pelle di un uomo che, stoltamente, quella sera aveva calzato il solito paio di stivali texani.