< La singolare malattia di scrivere o di leggere quello che si scrive, da cui siamo affetti da tempo, peggiora di giorno in giorno. Sembra quasi che i libri debbano colmare un bisogno dell'anima, e che ne occorrano per tutti i temperamenti dello spirito, per tutti i gradi dell'intelligenza. Quindi la loro qualità e la loro sostanza non devono essere meno varie degli alimenti di cui ci nutriamo. Da questo punto di vista non esistono libri, siano essi buoni o mediocri, insignificanti o insipidi, che non trovino lettori adatti a loro. Quando leggiamo è la testa che "digerisce", e quindi è di fondamentale importanza scegliere le letture a noi più consone. invece, durante la nostra vita, spesso abbiamo letto dei libri a caso, senza averli effettivamente scelti. Di conseguenza esistono tanti spiriti malaticci, tante teste che, proprio perchè continuano a leggere cose inutili, sono state appesantite dalla "cattiva digestione".>
(Abate Dinouart - L'arte di tacere)